Jerry Lee Lewis, agiografia del Killer

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Le leggende dicono che abbia imparato gli shake e i canti “osceni” dei negri insieme al cuginetto Jimmy Lee Swaggart, poi diventato telepredicatore (rende sempre e ovunque) in età adulta, assistendo di nascosto alle serate nei locali malfamati dei neri della sua zona. Già, perché Jerry Lee Lewis proviene da zone dove ancor oggi si ragiona con Bibbia & Pistola e dove i neri vengono tenuti “a sé stanti”, probabilmente oggi un po’ meno di allora: Ferriday, Louisiana. Profondissimo sud. Lui era uno di quelli che alla scuola religiosa si divertiva a prendere i canti religiosi e farne boogie-woogie al pianoforte, tanto per farvi capire che testa c’era sotto quel Mocio Vileda ante litteram che era la sua pettinatura. Venendo poi -ovviamente- espulso dalla scuola stessa. Ribelle per vocazione, peccatore per automatismo mentale genetico e maleducato, sboccato, istintivo. Sette matrimoni, alcuni chiusisi in modo poco ortodosso, per un totale di sei figli. Uno con la cugina tredicenne (lui ventiduenne), Myra Gale Brown, che grazie alla stampa inglese frantumò in mille pezzi una carriera ben più che promettente. Ma è sempre stato devastante non appena poggiava le mani sul pianoforte, per poi brutalizzarlo con quel suo stile percussivo che mescolava boogie, country, honky-tonk e blues con una naturalezza da lasciare sbigottiti. Nel rock’n’roll, è stato per il pianoforte quello che Chuck Berry è stato per la chitarra, per i fans una versione molto più oltraggiosa (e attraente) dell’ormai annacquato Elvis, rimminchionito dal servizio militare in Germania e da instant-movies holliwoodiani peggio di quelli di Totò. Sopravvissuto a svariate operazioni, alcool, droghe d’ogni genere e fetenzia, per ora il suo ultimo disco è stato “Last Man Standing” (2006), un via vai di duetti tra lui e Jimmy Page, B.B.King, Bruce Springsteen, Mick Jagger & Ronnie Wood, Neil Young, Robbie Robertson, John Fogerty, Keith Richards, Ringo Starr, Merle Haggard, Kid Rock, Rod Stewart, Geroge Jones, Willie Nelson, Toby Keith, Eric Clapton, Little Richard, Delaney Bramlett, Buddy Guy, Don Henley e Kris Kristofferson. Forse oggi, alla tenera età di 80 anni suonati, ha tirato i remi in barca per quanto riguarda gli eccessi per fare spazio alla saggezza. Lunga vita a lui.

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Fulvio Bacci
Fulvio Bacci è nato, vive e lavora a Milano. È appassionato di storia, in particolare medioevo, e musica, cinema, lettura, basket, rugby, Irlanda e Scozia. Canta nella rock band milanese Minshara. Non è sposato e non ha figli. Si diletta di scrittura ma proprio perché non ha niente di meglio da fare. Fumatore accanito. Non ha soprannomi tranne "Ginocchio". Ha amici molto spiritosi.