Spirituals, le radici nere

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In principio erano gli “Spirituals”

, i canti degli schiavi da cui poi si sarebbe sviluppata tutta la black music moderna, incluso il jazz. Rispetto alle “Working songs”, o “canti di lavoro”, gli Spirituals erano visti qualche volta come un sollievo dalle fatiche del lavoro giornaliero, erano espressione di spiritualità e devozione, ma permettevano allo stesso tempo agli schiavi di gridare al mondo il proprio desiderio di libertà. E mentre i canti di lavoro avevano tematiche circoscritte alla loro vita quotidiana, lo spiritual è stato ispirato dal messaggio cristiano e dai contenuti etici della Bibbia, che hanno poi dato luogo ai gospel. I canti di lavoro sono diventati blues, e dal blues mescolato al gospel è nato il soul, e mescolando tutti e tre insieme si è ottenuto il Rhythm’n’Blues. Ma alla base, imprescindibili, ci stanno gli Spirituals. Come Samson and Delilah, vecchissimo, un “traditional” o “common property song”, antecedente di gran lunga al Delta Blues e che affonda le proprie radici nella polifonia vocale di botta e risposta tra cantante e coro. La schiavitù fu introdotta nelle colonie europee d’America nel 1619. Una lunga strada, già.
Quasi delle radici.

 

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Fulvio Bacci
Fulvio Bacci è nato, vive e lavora a Milano. È appassionato di storia, in particolare medioevo, e musica, cinema, lettura, basket, rugby, Irlanda e Scozia. Canta nella rock band milanese Minshara. Non è sposato e non ha figli. Si diletta di scrittura ma proprio perché non ha niente di meglio da fare. Fumatore accanito. Non ha soprannomi tranne "Ginocchio". Ha amici molto spiritosi.