Mondovisione Tour Mondo

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Luciano è appena partito per quello che rimarrà per tutti il Mondovisione Tour Mondo.
Già c’era stata la tappa Nordamericana, adesso in quasi un mese toccherà il Sud America, l’Australia, l’Asia. E credo si sia fermato solo perché qualcosa gli sia saltato, che sennò qualche altra tappa ci stava, dentro.

‘Sta cosa del tour estero, ma estero davvero, mette a dura prova gli equilibri di quello che per tutti oramai è “Il pubblico più bello del mondo”. Che un conto è la tappa a Londra, Parigi, Amsterdam, Barcellona, che in fondo, una grazia accesa a Ryanair, una zingarata e uno zaino e via, la tappa alla fine ci sta, la fai, e ti diverti, alla grande pure: e lo dico perché l’ho fatto, le ho fatte.

Ma queste… eh, no, queste sono Estere forte, e rimarranno straniere ai più. Quanti tra i fan se lo potranno permettere? il 5, il 10%? Tra tempi di trasferta e ferie da farci azzeccare, tra costi di viaggio e albergo – eh no, qua l’ammazzata di andata-e-ritorno tutto in un giorno no, non la puoi fare – ti parte almeno almeno uno stipendio, e con la morte nel cuore e il rosicare nello stomaco, finisce che quasi per tutti rinunciare si deve.

Quasi tutti.

Perché poi qualcuno che parte c’è, ovviamente. Che povero cristo, ma saranno caxxi suoi se vuole buttarli lì, i suoi soldi? No, no, non può. Non senza lancio di strali, maledizioni e attacchi di dissenteria vari sotto il palco. Anzi, che dico? Non solo non può lui, ma nemmeno Luciano.
Luciano che “deve capire”, ecco, ma come fa a non capire il momento di crisi economica che c’è in Italia? Ma come, ci ami tanto, vedi che non c’è una lira (anzi, un euro) e tu ci vai a fare il Tour estero, ma che dico estero, oltre oceano? E noi? Essì, perché tra Luciano e noi c’è da sempre un rapporto molto stretto, intenso, fonte reciproca di grandi soddisfazioni; tanto stretto che a volte sfocia nella dipendenza.
Dipendenza che ogni volta che Luciano decide di partire per un tour, e scontenta qualcuno (comunque qualcuno lo si scontenta sempre: e perché lì sì e qui no, e perché solo una data, e perché non quella data lì, e perché tra così tanto tempo, e perché tra così poco tempo…figuriamoci un tour come questo, cosa scatena!), ahimè dimostra che la dipendenza maggiore è la nostra! Che quest’uomo si sente libero – orrore! si sente libero! – di fare come gli pare e di decidere il suo tour senza nemmeno un piccolo dolore pensando che NOI, NOI non ci siamo, non ci saremo, non potremo essere lì a cantare Urlando contro il cielo… e via, vai di commenti e post sociopolitici sui siti ufficiali. Allora non ci ami! E perché non ci ami? E io allora non ti seguo più, non ti amo più, ecco.

Ecco.
Gente che il governo gli frega lo stipendio e il futuro e sopporta ogni genere di ingiustizie e non mette un rigo in bacheca contro chicchessia, che però poi pretende che sia Luciano a farsi carico delle sorti economico finanziarie dell’intero Paese. Come se fosse Luciano il Premier, il Ministro dell’Economie e/o delle Finanze.

Eh, ci sarà un motivo se ti chiamiamo Capo, Luciano… con noi abbi pazienza! (…che “Fede” già ce l’hai, per la Carità passiamo…)

Essì, perché poi in momenti come questi la tenuta generale – dei programmi personali, dei “credo”, delle fiducie riposte, dei nervi, dei gruppi, delle …”amicizie” tra fan scricchiola pericolosamente.

Tu vai e io no. Ennò. E perché? O tutti o nessuno, no? No.

No perché questo treno, quando ti ricapita? Certo, magari ricapita. Ma magari no. No, che non ricapita, e lo si sa, lo sappiamo tutti, che oggi è oggi e domani chissà, per questo fa male, così male, rinunciare. Che in un momento come questo, tra crisi e disoccupazione e gente che ti sfrutta sul lavoro, investire in una data come questa, o sperare in un futuro migliore, non so dire cosa sia più concreto, meno illusorio, produttivo.

Al mio gruppo è capitato, lo ammetto. Arriva la data per New York. Un sogno cullato per anni. Che si materializza nel momento peggiore.

C’era chi poteva andare. Chiaro, avremmo voluto andare tutti. Non era possibile.
Non è andato nessuno, alla fine.
“Non mi divertirei senza di voi”, è stata la spiegazione.

Ma c’è chi parte lo stesso, chi poi il suo gruppo è quello che incontri e ti fai sul posto.

Quelli che restano rosicano, la realtà è che è al suo posto che vorrebbero essere. A quel punto chi è lì dove tutti vorrebbero essere è meglio investa in una bella serie di amuleti, che vabbène non ci credi ma in fondo chi può dirlo?

In un tour come questo, cambia la transenna. Che non è mica semplice, eh? La transenna è qualcosa che si conquista con sonno, fame, sudore e stanchezza a gogò spesi in almeno 2-3 giorni per ogni data.
Ci si sta attaccati come ostriche allo scoglio alla transenna. Ennò bello, col caxxo che ti faccio appoggiare la manina; nonono, carina, scordatelo: se stai male passi e vai certo, e poi però …se ritorni resti in fondo al prato.
Per uno come Luciano che quelli della prima fila chiama per nome, è un bel salto: quali facce avrà, davanti? Che emozioni trasmetteranno? Quali gli rilanceranno sul palco?

Si sentirà più “libero” o meno “protetto” a vedere occhi mai visti e voci mai sentite gridare il suo nome?

Sinceramente, personalmente, avrei dato… tanto ma tanto, per esserci. Tutto purtroppo no, non potevo, e infatti son qua che scrivo.

Ma il pubblico più bello del mondo, quello davvero che ogni artista sogna è proprio quello che hai tu, Luciano.
Quelli che restano, certo, e che ti aspettano come acqua nel deserto ai prossimi appuntamenti ai palazzetti, da marzo in poi.

Quelli che ti seguiranno in queste tappe da sogno, che vivranno con te, per te e grazie a te emozioni irripetibili.

Ma soprattutto, il pubblico che troverai là.

Che non ti vede mai, che si accontenta di seguirti sul web, per radio, suonato e cantato con gli amici.

Che per venire in Italia si fa carico di sogni, e che per una volta invece i sogni gli vengono in casa.

Che si fa spedire da noi e dall’Italia quello che da loro di te non troverebbero mai. Che ti amano senza pretendere niente.

Che questa data è e sarà un sogno, accada quel che accada.
Quelli che non ti sfasceranno i maroni con la scaletta, chi deve star sul palco e chi no.

Quelli che saranno così felici di vederti che tu di noi, almeno per questa volta eh?, solo per questa volta …ti dimenticherai, felice.

Buon Tour, Luciano.

Questo è il video che i fan Brasiliani hanno inviato come omaggio a Luciano, e che il sito ufficiale www.ligachannel.com, e il Fan Club, hanno postato ufficialmente. Grandi ragazzi!

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Chimena Palmieri
Sono Chimena Palmieri, classe 1963. Ho un diploma di Ragioneria, una Laurea in Sociologia, un lavoro presso l’Università Politecnica delle Marche. Ho un figlio, Francesco; ho amici, molti interessi e poche passioni. Sono nata a Castelfidardo, cresciuta a Numana, vivo ad Ancona: tutto in 30 chilometri, perché “Credo che la voglia di scappare da un paese con 20000 abitanti vuol dire che hai voglia di scappare da te stesso e credo che da te stesso non ci scappi neanche se sei Eddie Merx”.
  • Laura Monteleone

    Hai messo nero su bianco il mio pensiero riguardo a questo tour mondiale in un modo in cui io non sarei mai stata capace date le mie scarse capacità di scrittura.
    Aggiungerei che, può voler dire niente e tutto, le foto e i resoconti che ci stanno arrivando da questo tour sono i più belli che io abbia mai visto e/o letto! Qualcosa di bello sta succedendo per forza la fuori 🙂

    • Chimena Palmieri

      Verissimo Laura. E infatti lo dico chiaro… IO avrei voluto essere là.
      Mi accontento delle foto che sono meravigliose,vedo i visi felici dei pochi che conosco e penso che un pochino ci sono anche io, ma… ah, se si rosica!
      Questo Tour è una Magia, che purtroppo, forse, non si ripeterà. Forse il Tour, la Magia… quella è delle cose uniche. Grazie del tuo commento!