Le piccole magie di Carmen Consoli

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L’abitudine di tornare
di Carmen Consoli
(Universal)
voto: 7/8


Carmen Consoli torna a cantare, alla conferenza stampa milanese si presenta con la sua chitarra e cattura la platea con le canzoni di L’abitudine di tornare. Le canta una dietro l’altra, cominciando dalla canzone del titolo, una ballata sostenuta per raccontare una storia di amori paralleli, mentre con Ottobre accenna a un amore trovato con coraggio. «Non volevo trattare il tema dell’omosessualità, perché non lo si deve trattare come problema, ma come una tappa che va capita e conosciuta. Non tutti capiscono il disagio di chi si deve nascondere, sono persone che devono scegliere trovandosi davanti a un bivio. È una canzone sulle scelte e del coraggio di scegliere». CARMENCONSOLI_COVERL’album è stato registrato a Catania con la produzione artistica della stessa Consoli insieme a Gianluca Vaccaro e Massimo Roccaforte, che suona la chitarra elettrica e il mandolino. Lei, oltre alla chitarra acustica imbraccia il basso, lasciandolo per due sole canzoni a Toni Carboni, già dei Denovo.
Con i fratelli Gazzé scrive Oceani deserti, a coronare una lunga amicizia con Max, conosciuto a Roma molti anni fa. Ascoltando le versioni incise si avverte chiaramente che le canzoni sono nate prevalentemente con chitarra e voce. Capita con Esercito silente, con un finale arricchito da una sezione fiati. «Si parla di Sicilia, di una terra che è sempre stata abbandonata dallo stato. Vengo da una tradizione che tutto deve cambiare affinché nulla cambi, però vorrei che questo “trend” cambiasse. Magari grazie a un esercito di maestri e professori».
Segue una delle canzoni più ispirate, Sintonia imperfetta, che racconta un amore calpestato dalla routine. Poi affronta in chiave rock il delicato tema del femminicidio con La signora del quinto piano. Temi che l’artista tratta come cronaca, di un vissuto che nei cinque anni trascorsi accanto a un figlio l’hanno portata a frequentare i mercati per comprare il pesce o guardare spesso la televisione. «È un album nato di getto, in soli due mesi. Non ho mai vissuto questa carriera come una professione, così mi sono distratta e non ho sentito l’esigenza di tornare a esibirmi. Sono stati cinque anni belli, vissuti nella normalità, ho recuperato cose che non ho potuto fare. Poi mi è tornata l’urgenza di scrivere canzoni e sono tornata».
L’ultimo brano, Questa piccola magia, bellissimo, è dedicata al figlio: «Cerco di educarlo al meglio, spero di aver colto quello che i genitori hanno seminato in me, sono un’educatrice severa, ma cerco di essere felice, perché il mio essere serena e equilibrata fa bene ai suoi occhi».
Dal 9 aprile le nuove canzoni saranno proposte in tour, cominciando da Porto San Giorgio, 11 aprile a Roma, 13 a Milano, 14 a Torino, 16 a Modena, 18 a Firenze, 22 a Jesolo, 24 a Rimini, 27 a Bari, 28 a Napoli, 30 ad Acireale.

 

 

 

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Giordano Casiraghi
Nato in Lombardia, prime collaborazioni con Radio Montevecchia e Re Nudo. Negli anni 70 organizza rassegne musicali al Teatrino Villa Reale di Monza. È produttore discografico degli album di Bambi Fossati e Garybaldi e della collana di musica strumentale Desert Rain. Collabora per un decennio coi mensili Alta Fedeltà e Tutto Musica. Partecipa al Dizionario Pop Rock Zanichelli edizioni 2013-2014-2015. È autore dei libri Anni 70 Generazione Rock (Editori Riuniti, 2005) e Che musica a Milano (Zona editore, 2014).