Il nome del figlio. Litigata all’italiana

Come litigare sul nome di un bambino non ancora nato coinvolgendo la storia d'Italia, il come eravamo e quanto poco ci piacciamo. Ma il modello di base erano una pièce e un film francese

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Il nome del figlio di Francesca Archibugi con Alessandro Gassman, Luigi Lo Cascio, Valeria Golino, Rocco Papaleo e  Micaela Ramazzotti  Voto 7

Bella casa borghese, ex popolare, di professore di letteratura (Lo Cascio), scrittore frustrato di saggi, maniaco di Twitter, sposato con amore d’infanzia (Golino), dolce e stanca, di ricca e nobile famiglia ebrea di sinistra, i Pontecorvo. A cena arrivano il fratello di lei (Gassman) manager cazzone che parcheggia sugli spazi per gli handicappati e porta magnum di champagne,  e l’amico di sempre (Papaleo), musicista. Due figli giocano a costruirci un bel pezzo di film in bianco e nero con un elicotterino drone che gira per l’appartamento dotato di cam e spia i sentimenti mentre si attende l’arrivo della moglie incinta del manager (Ramazzotti), coatta e scrittrice erotica di successo, che ha appena dato intervista radiofonica per cui s’era truccata (!). Per ammazzare il tempo il manager provoca il cognato professore dicendo che al bambino che nascerà daranno il nome di Benito. Apriti cielo. Il professore rinfaccia il tradimento della razza e dell’ideologia, l’amico musicista nicchia e implora di piantarla, il manager insiste, i nervi saltano, tutti rinfacciano qualcosa a tutti, si apron le tombe e gli armadi,  escono gli scheletri nascosti dalla gioventù, molto italiani, da cui emerge che essere di sinistra non è essere rivoluzionari, che essere cazzoni non esime dall’intelligenza, che essere coatte non esime dall’essere brave scrittrici, che essere figlie di un mito della sinistra ebraica romana è faticoso, che gli amici musicisti coi calzini a righe non è detto che siano gay e che le mamme, nonostante quello che i figli vogliano pensare, hanno una vita sessuale. Il giochino era basato sulla provocazione “lo chiamo Benito come Benito Cereno di Melville”, ma era chiaro che tutti avrebbero pensato a Mussolini. La descrizione dei buoni e dei cattivi è volutamente marcata per dare segni di identificazione quasi certi e poi dimostrare, con l’analisi, che siamo tutti prevenuti. È vero: viste le premesse si era tentati di collocare il film nell’immenso scaffale dei film italiani tutti uguali. Poi cresce. Il modello di base è il film francese Cena tra amici, a sua volta derivato dalla piece Le prènom di Alexandre de La Patellière e Matthieu Delaporte

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori