Le canzoni da clown di Giangilberto Monti

Giangilberto Monti con le canzoni del suo nuovo album, realizate con l'aiuto di alcuni nomi di spicco, si muove tra circo e cabaret.

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Opinioni da clown
di Giangilberto Monti (Edel)
Voto 7,5

Si chiama Opinioni da clown il nuovo album che Giangilberto Monti ha presentato in anteprima al Cinema Teatro Trieste di via Antonio Pacinotti a Milano. Un nuovo locale dove è possibile andare per prendere un aperitivo o cenare in attesa del concerto. Giangilberto Monti ha collezionato negli anni una lunga serie di album presenziando attivamente sulla scena milanese accanto ai comici più famosi. Non a caso l’album Opinioni da clown comprende importanti collaborazioni come quella di Nino Formicola, il Gaspare dell’indimenticabile duo con il commissario Zuzzurro. Formicola partecipa alla canzone Sei capace?, dove emerge l’appartenenza al mondo del cabaret, quello caro a Enzo Jannacci.
MONTI Cover_Opinioni da Clown_bCantante non per caso, avendo preso lezioni da Cathy Berberian, Monti colleziona una quindicina di album, tra cui Guardie e ladri dell’82 e Il re del musical dell’86. Tra le nuove canzoni vanno segnalate Arriva il circo, metafora della società contrassegnata da una baraonda sonora travolgente. Sono il comico rappresenta l’opportunista che sta bene sia a destra che a sinistra. Poi arriva la divertente La schedina con la partecipazione di Raul Cremona e Giovanni Storti. Una storia che si sviluppa al bar con gli amici a cui chiedere sempre un prestito. «In proposito c’è un aneddoto curioso» rivela Monti. «La canzone mi era stata commissionata da Fabrizio Intra, allora direttore artistico della Sony, per il Sanremo 1995 e composta in forma di duetto per Teo TeOcoli e Gene Gnocchi. La ritirarono prima della gara».
Nel nuovo disco concorrono a turno alcune firme musicali di tutto rispetto, dalla Banda Elastica Pellizza a Sergio Conforti di Elio e Le Storie Tese, oltre al bluesman piacentino Ubi Molinari, tutti guidati dal bravo Bati Bertolio. Pregevole il pieno orchestrale di Americani al largo, mentre Terra é ricca di percussioni. Ondeggia la fisarmonica in Que viva l’Italia e un’orecchiabile allegria invade Cancion putana, canzone scritta a Cuba dove emerge un bel coro di fiati. La vena di chansonnier prende il sopravvento in brani più intimi come Sul confine e Ora vado e si arriva a conclusione con Alla fine della festa, l’adattamento di un brano di Fiorenzo Carpi tratto da L’opera dello sghignazzo di Dario Fo.

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Giordano Casiraghi
Nato in Lombardia, prime collaborazioni con Radio Montevecchia e Re Nudo. Negli anni 70 organizza rassegne musicali al Teatrino Villa Reale di Monza. È produttore discografico degli album di Bambi Fossati e Garybaldi e della collana di musica strumentale Desert Rain. Collabora per un decennio coi mensili Alta Fedeltà e Tutto Musica. Partecipa al Dizionario Pop Rock Zanichelli edizioni 2013-2014-2015. È autore dei libri Anni 70 Generazione Rock (Editori Riuniti, 2005) e Che musica a Milano (Zona editore, 2014).