Il Sounds jazz club di Bruxelles

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Apro questo nuovo blog “Saluti da Bruxelles” dando il benvenuto a tutti voi che passate da qui.

Mi sembra cortesia e buona educazione e quando ci si incontra è bene salutarsi.
In queste pagine cercherò di lasciarvi un po’ di immagini, suoni e colori di questa città che mi ha accolto 15 anni fa.

Il primo post è per il  Sounds. Un club di jazz al quale sono molto affezionato perché mi ha visto crescere musicalmente. Si trova in una stradina del quartiere africano di Matongé, in Rue de la Tulipe. Ho vissuto tanti anni in quella zona e la conosco bene: è un quartiere giovane, pieno di vita, di confusione e rumori fino a notte, parrucchieri e supermercati africani (con frutta e prodotti che non trovi da nessun’altra parte), caffé caratteristici e ristoranti asiatici.  Un bel miscuglio dove non poteva mancare un locale di musica dal vivo.
Ricordo ancora la prima volta che ci ho messo piede e il primo scambio che ho avuto con il proprietario che si chiama, guarda un po’, Sergio. 10422485_10152881989908880_8447383166841009360_n

È un marchigiano arrivato a Bruxelles nell’86, dopo essere stato 7 anni a Berlino (“il muro non cadeva e così ci siamo trasferiti a Bruxelles“). Un viaggiatore come tanti di noi che si sono, alla fine, fermati qui. Dopo aver lavorato in un caffé a Place Jourdan ha comprato la maison in Rue de la Tulipe, ha aperto il Sounds e ha iniziato a organizzare concerti. Prima rock e poi jazz. Ormai il Sounds è  il più vecchio jazz-club della capitale belga. Un’istituzione, dove tutti i musicisti che suonano in Belgio sono passati o prima o poi passeranno.

Vi lascio un video dove suonano alcuni giovani talenti della scena brussellese. Nicolas Kummert (che ha suonato, ora che ci penso, in tutti i miei dischi, andatevi a cercare i suoi lavori perché merita, poi magari scriverò qualcosa anche su di lui),  JP Estievenart, Fabrizio Graceffa, Jacques Pili, Teun Verbrugen, Edouard Wallyn.

Se passate da queste parti, mi raccomando, non mancate di passare una sera al Sounds.

Saluti da Bruxelles,

Giacomo

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Giacomo Lariccia
Giacomo Lariccia è un cantautore che lascia l’Italia e trova l’America in Europa. Dopo aver percorso in autostop le autostrade d’Europa, chitarra in spalla, si innamora di Bruxelles. Pianta le tende, si diploma in chitarra jazz e pubblica il suo primo disco da jazzista. Un giorno, dopo anni passati a suonare in festival in giro per il mondo, scopre la potenza della parola, inizia a scrivere canzoni e pubblica due dischi (Colpo di sole e Sempre avanti) entrambi finalisti alle Targhe Tenco.