Italiano medio, trailer furbo, incasso record

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Maccio Capatonda Italiano medio 317.547 euro il primo giorno di programmazione. Di giovedì. Effetto del passaggio da Fazio a Che fuori tempo che fa? Oppure del raffinatissimo trailer, che parte con un Non ci andate. Riprese brutte sfocate storte, mette annotazioni come “Mi sto rivoltando nella tomba” (firmata Federico Fellini) e “Meno male che sono cieco” (firmata Stevie Wonder), specifica che ci sono volgarità (il sesso, la cacca) e  attori che non sanno recitare, eccetera, per chiudere con Un filMaccio (che fa rima con Maccio). La controinformazione demenziale trash autocritica viene dall’esperienza di Capatonda a reintervenire sul peggio demenziale (vero, non ironico) che recupera dalla tv e dalla pubblicità, dai trailer dei film, dai personaggi creati per Lo zoo di Radio 105, dal periodo televisivo di Ma anche no. Un  dispositivo furbo che lega le mani a quanti potrebbero trovare brutto  Italiano medio:  se uno scrivesse non sanno recitare, non ci andate eccetera sembrerebbe l’ufficio stampa del film…
Il protagonista Giulio Verme (cognome sublime), ambientalista frustrato che ha studiato per fare la differenza ed è finito a fare la differenziata, soffre fino a che (come in Senza limiti) gli offrono la pillola che cambia il quoziente intellettivo: solo che (come faceva un genio triste in un episodio di Dr House)  il quoziente lo abbassa dal 20 al 2%, e così Giulio Verme da impegnato infelice diventa un felice svaccato tutto sesso, cibo trash e cose kitsch. Cioè un italiano medio…

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori