Arriva “Si alza il vento” con Bombino

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L’avvicinamento al 24 febbraio, giorno in cui uscirà Lorenzo 2015 CC, continua come se si trattasse di una serie Tv. Domani, martedì 3 febbraio, sarà disponibile un nuovo episodio: Si alza il vento sarà disponibile su iTune per chi ha fatto il pre-order. Le quattro “puntate” precedenti sono state Il cielo immenso, L’alba (brano che aprirà l’album), Musica (inciso in collaborazione con Manu Dibango) e Sabato, il primo singolo.
Si alza il vento è stato realizzato con la preziosa collaborazione di Bombino, “l’uomo del deserto”, scoperto casualmente da Lorenzo un paio d’anni fa grazie all’acquisto dell’album Nomad (prodotto da Dan Auerbach dei Black Keys).
«Bombino», ha scritto in un recente post il Jova, « è del Niger, un paese africano che ha dentro un bel pezzo di deserto del Sahara. Più precisamente è un Tuareg di Agadez, la porta del deserto. La sua storia sembra scritta da un Charles Dickens africano, è un vero romanzo di formazione di un tempo e di una terra dove ancora può esserci un ragazzino di 12 anni che, per seguire il richiamo della musica, sale su una corriera senza biglietto e senza bagagli alla ricerca di uno zio, del quale aveva visto solo una foto con una chitarra in mano, per convincerlo a insegnargli quello strumento; uno zio che forse nemmeno esisteva più. Ho letto una sua intervista, dove diceva “conosco Jovanotti, ad Agadez girava una sua cassetta anni fa”. L’ho cercato subito e ho espresso il desiderio di poter fare qualcosa insieme per il disco che prima o poi avrei iniziato a costruire. E così è successo. Bombino è arrivato in studio a Milano con la sua chitarra e abbiamo passato insieme un’intera giornata a suonare.
 Abbiamo inventato un pezzo cantando in Tamasheq, la lingua tuareg, e suonando in “Bombinese”, che è una lingua che tutti possono capire» (le foto della gallery sono di Michele Lugaresi)

Lorenzo spiega anche che Si alza il vento, bisogna tentare di vivere è un verso di Paul Valery. «Ma non è da lui che mi è arrivato, bensì da Hayao Miyazaki, il grande autore giapponese di “anime”, per il quale condivido con mia figlia Teresa una vera passione e che ha usato quel verso per intitolare il suo ultimo film. 

Da adesso il brano è libero e non vedo l’ora che lo possiate sentire. Nessuna di queste canzoni che usciranno prima del 24 febbraio è prevista come singolo e siccome non si fa che parlare della fine del concetto di “album” vorrei provare a dimostrare che non finisce un bel niente, ma il concetto di album si evolve verso una forma meno legata al supporto, ma per questo ancora più ricca di possibilità».

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Laura Berlinghieri
Nata a Venezia, ma vivo a Milano. Classe '93. Diploma al liceo scientifico-linguistico, ultimo anno di Giurisprudenza all'Università di Padova e un Erasmus in Spagna. Tanti interessi: dalla scrittura alla musica, dai viaggi alla politica. Musicista per diletto e aspirante giornalista. Prime collaborazioni con Max/Gazzetta dello Sport, Radio Base di Mestre, Young.it e NonSoloCinema.com. Giornalista pubblicista, da cinque anni inviata alla Mostra del Cinema di Venezia.