Pollaiolo. Quattro dame riunite. Ancora per poco

Quattro giovani signore senza nome al Poldi Pezzoli da Berlino York e Firenze

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Le Dame dei Pollaiolo
Una bottega fiorentina del Rinascimento
fino al 16 febbraio 
Museo Poldi Pezzoli

 Difficilmente capiterà di rivedere tutte insieme le quattro dame dei Pollaiolo – in realtà Benci, ma così soprannominati per via del mestiere paterno – esposte fino al 16 febbraio al Museo Poldi Pezzoli di Milano.
Infatti, oltre al Ritratto di giovane dama (o Ritratto di donna di profilo)- acquistato con lungimiranza dal fondatore Gian Giacomo Poldi Pezzoli e divenuta icona del museo – sono presenti altri tre ritratti di giovani dame provenienti da Berlino, New York e Firenze.
Viste esposte una a fianco all’altra fanno uno strano effetto, quasi come la pagina di un’album di figurine rinascimentale nel quale è rappresentata la meglio borghesia del tempo. Eppure non sono state dipinte per apparire insieme. E allora, perché sempre la stessa inquadratura, lo stesso taglio? Una moda dell’epoca? Un relitto ancestrale del Medioevo? Un capriccio della committenza? Forse tutte le cose insieme, come nel ritratto del Duca di Urbino di Piero della Francesca – realizzato più o meno nello stesso periodo e cioè intorno al 1470 – in cui è esibito con spavalda nonchalance il naso sfigurato da un colpo di spada.
Per anni attribuite al fratello Antonio, queste dame, opera quasi certa del più giovane Piero, rappresentano un ideale di bellezza e purezza secondo i canoni rinascimentali, nei quali la donna appare diafana, lontana. Eppure comunicano un non so che di civettuolo. Le bocche dal labbro superiore leggermente sporgente che si piega in un vago sorriso sereno e un po’ impertinente, il naso aristocraticamente imperfetto, danno uno spaccato meravigliosamente attuale di queste giovani signore – rimaste irrimediabilmente anonime – figlie e mogli di ricchi banchieri e mercanti.
Confesso che la mia preferita rimane la dama di proprietà del Poldi Pezzoli, perché è quella che, fra tutte, racchiude bellezza, nobiltà e, allo stesso tempo, quella civetteria che senz’altro doveva esserle naturale.
La mostra comprende anche altre opere della “Bottega” dei fratelli Pollaiolo – antesignana delle più recenti factory artistiche alla Andy Warhol – tra cui sculture lignee, argenti, disegni, incisioni.
Ma, diciamoci la verità, sono queste giovani e misteriose dame rinascimentali che davvero ci intrigano.

 

 

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Davide Lopopolo
Diplomato al Liceo Artistico di Milano nel 1980, avrei sempre voluto fare l’artista. Ma, visto che si deve anche mangiare, mi sono inventato grafico editoriale e pioniere dei primi sistemi di impaginazione Apple, scoprendo un nuovo amore. Mi è andata bene, ho collaborato con le maggiori case editrici italiane e ora sono un art director sul libero mercato. Però il primo amore non si scorda mai, così sogno ancora di diventare un artista...