Asus MeMo Pad 7. Bello e possibile.

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MeMo Pad 7 (ME572C/CL) è il nuovo tablet Android di ASUS con display da 7 pollici IPS Full HD. MM7  si fa immediatamente notare per il design elegante del concept  che ricorda un po’ le pochette femminili – e quindi candida questo tablet come regalo ideale per l’ormai prossimo San Valentino – e cela potenti caratteristiche tecnologiche interne.

La particolare cura estetica MeMo Pad 7 è sottolineata dalle tre colorazioni diponibili, realizzate con texture lussuose e raffinate.  Rose Champagne ha una finitura dalle sfumature brillanti; la placcatura scura di Burgundy Red  rimanda alle superfici lisce e riflettenti di un pianoforte; Gentle Black  sfoggia un look  che ricorda la  pelle cucita.

MeMO-Pad-7-ME572CCL-Gold01_C-660x621Sotto la resistente scocca in fibra di vetro con struttura in duraluminium, che regala al tablet un peso di soli 269 grammi e dimensioni super compatte con soltanto 8.3mm di spessore, si trova un equipaggiamento di tutto rispetto. MeMo Pad 7 vanta un processore Intel Atom Z3560 quad-core con frequenza fino a 1.83GHz in modalità turbo boost. Il sistema operativo è Android 4.4 (KitKat) personalizzato da ASUS e dotato dell’innovativa interfaccia ZenUI, con icone di tipo “flat” e temi con colorazioni vivaci, studiata per semplificare tutte le operazioni comuni e dotata di funzionalità avanzate. La dotazione prevede anche una fotocamera posteriore da 5 megapixel e una frontale da 2 megapixel.  E’ disponibile anche un allestimento con connettività 4G/LTE .

La versione base di MeMo Pad 7 con 16 GB di memoria interna e Wi-Fi  si mette in tasca con 199 euro.

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Walter De Pace
Sono nato a Milano. Negli anni 80, laureato in filosofia, ho iniziato come copywriter all’Ufficio Pubblicità  di Rizzoli Libri.  Negli anni 90 ho collaborato con l’Europeo  - novità tecnologiche - e successivamente con Brava Casa, Anna, Milleidee e Max. All’inizio del nuovo secolo, addetto stampa alla start up che ha creato RCS WEB, ho continuato  a scrivere su Max,  con contributi al mitico spin off tecnologico Max 2.0 ora da collezionisti. Collaborazione proseguita in Gazzetta dello Sport.it.  Dal 2009 al 2012 ho scritto anche sul  mensile filosofico scientifico KOS. Il mio avatar l’ha  scelto mia figlia Irene, con la quale condivido l’idolatria per Bob Dylan, ma che non sopporta la mia passione per le opere di Mozart.