Claudio Rocchi e Gianni Maroccolo. Una simbiosi perfetta

Tra psichedelia e ritmi rock. Due anime, due generazioni, due stili per un album straordinario da ascoltare a occhi chiusi

88
0

Vdb23/Nulla è andato perso
di Gianni Maroccolo e Claudio Rocchi
(Ala Bianca)
Voto: 8+


Quando Gianni Maroccolo e Claudio Rocchi decisero di lanciare il crowdfunding per realizzare questo album, ancora non se ne sentiva parlare. Senza perdere tempo si misero all’opera per elaborare nuove idee e portarle in sala di incisione. Claudio Rocchi, incontrato a Roma a fine estate 2012, ne era entusiasta. Con una storia discografica che inizia alla fine degli anni ‘60 con gli Stormy Six, quando Claudio incontra Gianni Maroccolo approfitta dell’opportunità di inserirsi in un album che il collega si apprestava a realizzare.
La forza musicale di Maroccolo, già espressa nei Litfiba e poi nei CSI/PGR, incontra la poetica di Rocchi che non è più quella degli esordi, di dischi come La tua prima luna e La realtà non esiste, brano quest’ultimo ripreso da Battiato nel suo ultimo album Joe Patti Experimental Group.
In oltre 40 anni di carriera Rocchi ha realizzato dischi e rappresentazioni live dove la musica non era in secondo piano rispetto alle parole. In questo album, che ora viene stampato e distribuito al pubblico dopo una prima emissione riservata a coloro che avevano finanziato il progetto, ci sono brani che si collegano a tipologie stilistiche che avevamo dimenticato. Per esempio Rinascere hugs suite lunga oltre 20 minuti, fa venire in mente Volo magico, capolavoro di Rocchi dei primi anni ‘70. Alla coralità sonora partecipano a turno e in coro Monica Matticoli, Franco Battiato, Emidio Clementi, Piero Pelù, Massimo Zamboni, Ivana Gatti e Cristiano Godano.
Altro brano molto lungo è Una corsa, con la voce di Rocchi a tracciare visioni di altri mondi. È un album carico di ritmo, dove il canto di Claudio non è mai fuori dal contesto sonoro, piuttosto ne è compartecipe. Pregevole il lavoro di Maroccolo, “navigato” anche come produttore (Marlene Kuntz, Timoria e Diaframma). Una stimolante simbiosi tra i due artisti che già si manifesta nel brano d’apertura vdb23, anche questo lungo oltre 10 dieci minuti. Il basso elettrico spinge sul ritmo e Rocchi che dopo un’intro strumentale canta invitandoci tutti a un terminale appuntamento, non rinviabile: …vediamoci a via dei Bardi e partiamo da lì… Da brividi.
Dopo la scomparsa di Rocchi (morto il 18 giugno 2013, a 62 anni), Gianni Maroccolo ha invitato coloro che lo avevano conosciuto a tracciarne un ricordo. I video di ciascuno sono poi stati caricati su You Tube nella sezione A proposito di Claudio Rocchi.

 

 

 

CONDIVIDI
Giordano Casiraghi
Nato in Lombardia, prime collaborazioni con Radio Montevecchia e Re Nudo. Negli anni 70 organizza rassegne musicali al Teatrino Villa Reale di Monza. È produttore discografico degli album di Bambi Fossati e Garybaldi e della collana di musica strumentale Desert Rain. Collabora per un decennio coi mensili Alta Fedeltà e Tutto Musica. Partecipa al Dizionario Pop Rock Zanichelli edizioni 2013-2014-2015. È autore dei libri Anni 70 Generazione Rock (Editori Riuniti, 2005) e Che musica a Milano (Zona editore, 2014).