Il cinepanettone sullo stomaco

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Impressionato -Perché quell’aria da mal di pancia?
Non so – Non so… Deve essere stato l’ultimo cinepanettone…
Impressionato -Ma dai! Sii più preciso: ora abbiamo i seriali, i classici, gli anticinepanettoni.
Non So -Ah… E cioè?
Impressionato – Neri Parenti è un autore di cinepanettoni seriali, come le canzoni di Sanremo: confezionate per vivere in quell’ambiente… I classici sono i nuovi classici: Aldo, Giovanni e Giacomo, che rispetto alla media sembrano Wenders, Pabst e Bergman. E Ogni maledetto Natale è un anticinepanettone.
Non So -Oh, non so… Anti? Cioè?
Impressionato -Lui e lei, nuova coppia, a Natale che si fa? Da lei tutti i parenti sono coatti, da lui tutti fighetti: doppia razione, stessi attori in due parti, il giro di Boris…
Non So -Non so… dovrei vederlo. È che mi fa male qui: mi sa che è stato Un Natale stupefacente.
Impressionato -Tenero, labile, televisivo, ovvio, leggero, ma allegro…
Non So -Sarà… non so… Ma quando sento la battuta del tipo che tira tira e la capra non dà latte, poi gli spiegano che è un caprone…
Impressionato -E vabbé, anche i fescennini degli antichi romani…
Non So -È che la scena in cui il caprone si innamora del tipo e i carabinieri li sorprendono insieme in moto e li fermano, perché il caprone, sognante, è senza casco, mi ha proprio devastato.
Impressionato -Ma dai! Come sei schifiltoso…
Non So – Non so… È che mi vergogno. Un turista che mi ha chiesto qualcosa proprio fuori dal cinema e ho risposto che non ero italiano.
Impressionato -Esagerato…
Non So -Ma guarda che subito dopo quella scena, nei titoli di coda, si ringraziavano le forze dell’ordine…  Siamo un paese psichicamente devastato…
Impressionato -Guardalo da un punto di vista industriale. Siamo un paese nel guano, tutto quello che è italiano e incassa va sostenuto!
Non So – Non so… E poi, scusa, ma non è la logica dei governi che ti portano in guerra e poi ti cazziano se ti lamenti dei bombardamenti?
Impressionato-Dai! Pensa a Aldo Giovanni e Giacomo: Il ricco il povero e il maggiordomo. Strutturato, meno televisivo, storia interessante. Poi certo, ognuno ripropone il suo stile: loro mettono in luce il contrasto tra ricchezza e povertà, la forbice che si divarica sempre più, il fatto che non potrai mai sentirti al sicuro, oggi sei ricco, domani chissà…
Non So -Scusa, ma non so… Detto così, sembra un telegiornale a caso degli ultimi milleduecento giorni…
Impressionato -Fai lo spiritoso?!
Non So – Non so… E se ti rispondo che divaricano anche loro la forbice?-
Impressionato -Lascia stare, ti prego…
Non So -È che mi fa male lo stomaco, ma forse è stato Ma tu di che segno 6?
Impressionato -Forza, lamentati: la scoreggia tsunami di Boldi con l’equivoco dell’operazione di emorroidi…
Non So – No, non so… Come dire, quella ci stava, era prevista. Non dico che è come l’attore che sollevava la coda e petava nel Fellini Satyricon, ma c’è un’aria di disperazione finale in questi film, un po’ come se fuori avanzasse la maschera della morte rossa e loro fingessero di divertirsi…
Impressionato -Ti vengono in mente proprio cose assurde! Sei depresso? Un peto è un peto è un peto…
Non So -Non so… A proposito di cose assurde: nei titoli di coda saltava fuori che il film era riconosciuto di interesse culturale…
Impressionato  – Eddai! Non gli han dato sovvenzioni, solo il riconoscimento. Guarda che è un film coraggioso, tutto finanziato dai produttori…
Non So -Ah, non so… Però è stato l’unico momento in cui sono scoppiato a ridere.
Impressionato -E va bene! Sai come si dice: quelli come te ai tempi d’oro non capivano Totò & Peppino e definivano i loro  film “alimentari”…
Non So -Non so… È vero: loro riproponevano in pellicola gli sketch del teatro di rivista, i Tognazzi & C riproponevano gli sketch televisivi. Ma era un’altra Italia. Tutto un cinema che nasceva dal basso e poi cresceva. Anche oggi ripropongono sketch televisivi, no?! Dopo sessant’anni di tv…  Forse era il fascino del bianco e nero?
Impressionato– Ah, non so…
Non So – Veramente “non so” lo devo dire io. Vabbè. Andiamo al cinema?

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Non So non si sa dov'è nato, dove abbia lavorato (si sussurra in teatro con Gaber, ma non è chiaro). Per mestiere dubita. Alle domande più semplici (Hai fame? Sete? Sonno? Ti è piaciuto?) risponde sempre “Non so” Invia i suoi dialoghi dopo aver visto un film, letto un libro, o scoperto qualcosa di cui non è convinto. Usa come partner, di solito, qualcuno rimasto Impressionato.