Imitation Game
di Morten Tyldum
con Benedict Cumberbatch, Keira Knightley
voto 8

Qualcuno li ha definiti Avengers in tweed. Il tweed inteso come stoffa che indica un ceto e un’epoca. I vendicatori sono i nerd legati al mondo accademico e siamo all’inizio della seconda guerra mondiale a Bletchley Park, dove Churchill ha riunito le menti matematiche d’Inghilterra per decodificare i messaggi criptati dai nazisti con la macchina Enigma: ordini segreti in 157 milioni di combinazioni. Se non li decriptano in fretta la guerra potrebbe finire a favore dei tedeschi quasi subito. A Bletchley, dove in apparenza i geni  reclutano i geni attirandoli con cruciverba sui quotidiani, Alan Turing pensa a una macchina che si comporti come un computer prima che il computer sia inventato e che sciolga l’enigma di Enigma. In effetti Turing è stato storicamente l’uomo che ha pensato l’algoritmo prima che si inventasse il computer e poi il sistema per distinguere i messaggi di un uomo da quelli di un computer (test di Turing, tuttora non superato).
Nel film progetta e fa costruire contro tutto e tutti una specie di armadio di rotelle capace di decifrare le famose 157 milioni di combinazioni dei codici nazi, e lo chiama come un amico morto giovane, Christopher. Questo per dirci che Turing è omosessuale e nel film pur di tenere la sua compagna di matematica ideale si offre di sposarla. Lo fece anche nella realtà, che fu più prosaica. La macchina si chiamò in una delle varianti Agnus Dei, e poi Agnes, ma l’avevano inventata i polacchi per affrontare Enigma: Turing scrisse il modo corretto per farla funzionare. Il film è il secondo che tratta del periodo di Turing a Bletchley a decodificare Enigma: nel primo (Enigma) c’erano la macchina, la storia e la donna, ma mancava Turing, perché non era ancora stato perdonato. Di che? Il film lo spiega, un po’ alla maniera di Quarto Potere: alla fine della guerra un poliziotto indaga su un furto non denunciato in casa del matematico e scopre che il reticente signore è omosessuale ed è l’eroe segreto (e impresentabile) della vittoria alleata. Poiché tutto quello che avvenne a Bletchley Park rimase per lunghissimo tempo segreto di stato, uno degli attori  ha sintetizzato così la seconda parte del segreto: Imitation Game è “la storia del genio che vinse la Seconda Guerra Mondiale ma era gay e venne condannato alla castrazione chimica, per cui disperato si suicidò mordendo una mela intrisa di cianuro”. Avvenne proprio così. Qualcuno dice che la mela era quella di Biancaneve, da cui Turing era affascinato, qualcuno che sia quella dei computer Apple, dedicata alla memoria, altri ricordano che Turing nel dopoguerra era nel mirino di servizi segreti perché sapeva troppo. Fatto sta che venne condannato all’infamia negli anni Cinquanta e fu perdonato per decreto reale solo la vigilia di Natale di qualche anno fa. Il film, non è un risultato da poco, riesce a far innamorare del suo amore per la macchina e a rendere l’idea, anche romantica, che le guerre non si vincano solo in trincea e che il fuoco amico continui a far vittime anche in tempo di pace. Il libro da cui è tratto il film è stato scritto da Andrew Hodges, scienziato, biografo e leader del movimento gay inglese. E  Cumberbatch, l’attore che impersona Turing è  cugino di 17° grado di Turing per via di un comune antenato del 1500, John Beaufort, primo Earl di Somerseth…

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori
  • Ugo Pupillo

    L’ho visto ieri…gran bel film….