Buon Compleanno, Elvis!

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Quanto tempo prima iniziereste a preparare un compleanno importante, voi?

Un giorno? una settimana? Un mese?

Dipende, certo.

Da chi è il festeggiato, dal regalo che avete in mente. Dalla complessità della festa che dovete organizzare.

A volte si inizia un mese prima, a volte basta un’ora, ma in genere l’organizzazione, come l’Amore, Conta.
Mai quindi come quando si tratta di organizzare IL compleanno per eccellenza, quello del Capo, quello di Luciano.

Che in genere viene festeggiato, oltre che dalla sua famiglia ovviamente e dai suoi amici, dai fanZ.
Che si uniscono generalmente in gruppi più o meno numerosi, perché è proprio vero che l’unione fa la forza, anzi, il regalo!
Perché a Luciano che regali, un completo intimo? Un dopobarba? Cosa gli regali al tuo idolo che ha o può avere, praticamente, tutto? Ci vuole un’idea brillante, unica, esplosiva.

Tutto, per un sorriso di Luciano, una parola di ringraziamento, una consacrazione a “Il pubblico più bello del mondo”.
E di idee davvero grandiose i fan di Luciano ne hanno avute da vendere, in questi anni.

Dalla chitarra per i 50 anni all’aeroplano in volo sopra l’Olimpico il 9 luglio 2010, alla pagina della Gazzetta di Reggio per Natale, alla grandiosa coreografia dell’Arena di Verona, ai fuochi d’artificio del compleanno del 2014.

Ogni anno, ogni tour, è la stessa cosa.

Allora l’organizzazione è tutto, e la partenza è datata mesi prima.

Perché prima c’è l’idea, o la caccia all’idea.

Piccoli gruppi affiatati che si uniscono attorno al fortunato che ha avuto l’idea giusta, pronti ad affiancarlo nella stesura dell’organizzazione. O piccoli gruppi affiatati che si mettono insieme a pensare all’idea, a scovarla.

Quando c’è, quando l’idea è nata, quando si è steso l’organigramma delle mansioni e la pianificazione temporale del da farsi è fissata, allora parte la campagna acquisti: reclutare adepti alla causa che possano sobbarcarsi quote parti della spesa, e più si è meno si spende.

La parte che viene prima e sta dietro al “regalo di gruppo” in genere è quella più faticosa e densa di insidie.

Tra chi si ribella alle regole del gruppo, chi si fa pigliare dalle alzate di ingegno, chi sputtana tutta l’iniziativa, chi si iscrive solo perché è una “spia” di altre organizzazioni parallele, i gruppi organizzatori vivono periodi che in confronto il dicembre che passo io per la chiusura di esercizio è una passeggiata.

Sopratutto, è mantenere il segreto la cosa più difficile.

Perché segreta dev’essere, ma non troppo, sennò come si fa a reclutare altri che vogliano aderire? E come si fa poi a capire se chi si iscrive lo fa per l’iniziativa e non per spifferare tutto e rovinarla irrimediabilmente?
Perché sarà e saremo pure il pubblico più bello del mondo, ma siccome è fatto di persone, di tantissime persone, che non tutti siano da pigliare a modello ci sta pure.
Perché poi deve ancora arrivare, il momento che scatena la parte… migliore del fan: quello della consegna del regalo. Sì, perché o è una cosa come la coreografia, una pagina di giornale dove… la consegna è agli occhi di tutti e sotto gli occhi di tutti, oltre che di Luciano, o è un “qualcosa” che gli s’ha da dare, a quest’uomo.

Bene. Ecco.

…e chi è che glielo dà? O glielo vorrebbe/dovrebbe dare? E come, e dove?

Qui in genere salta fuori la parte inventiva e spudorata: tra chi vanta agganci con lo staff, chi si apposta nei luoghi sacri, chi si piazza in redazione: le vie battute sino ad ora hanno fatto storia. Ma è CHI glielo porta la domanda più difficile. Che però ha la risposta più facile che sale all’unisono: perché la risposta che tutti danno è TUTTI INSIEME. Sapendo che non è possibile.

Qualche gruppo si sfascia proprio qui.
Chi resiste, lo fa a prezzo di rinunciare al momento più atteso, quello di un eventuale incontro con Luciano, delegando allo staff la consegna della “sorpresa”.
E lì sì, quando ci si mette da parte, che si diventa il pubblico più bello del mondo.

Ma che fatica eh? Che fatica…

E quindi eccoci, tra poco ci siamo Luciano: preparati, noi te ne stiamo preparando delle belle!

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Chimena Palmieri
Sono Chimena Palmieri, classe 1963. Ho un diploma di Ragioneria, una Laurea in Sociologia, un lavoro presso l’Università Politecnica delle Marche. Ho un figlio, Francesco; ho amici, molti interessi e poche passioni. Sono nata a Castelfidardo, cresciuta a Numana, vivo ad Ancona: tutto in 30 chilometri, perché “Credo che la voglia di scappare da un paese con 20000 abitanti vuol dire che hai voglia di scappare da te stesso e credo che da te stesso non ci scappi neanche se sei Eddie Merx”.