Iceman. Il killer lascia freddi

Da assassino dilettante ma dotato, a killer di professione. La vita e le opere dell'uomo che venne battezzato Iceman.

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Iceman di Ariel Vromen.
Con Michael Shannon, Winona Ryder, James Franco, Ray Liotta, Chris Evans.
Voto 7 –


Su questo film girano storie che nel film non ci sono. Il protagonista di Iceman all’inizio è un omicida casuale (e di basso profilo) che può tagliare la gola a qualcuno se lo offende, ma non è un serial killer che cerca di farsi fermare dalla legge e dagli strizzacervelli. Mentre lavora nel mondo delle copie di film porno su pellicola, viene notato per la sua freddezza  da un piccolo boss che lo mette alla prova: uccidere senza ragione uno sconosciuto, pagato cash. Lui lo fa. Efficiente, letale, anche noioso. Assunto, dovrà uccidere per mestiere. Senza clamore. Strada facendo mette su casa e famiglia e ha due vite: in una patriarca amoroso, ossessivo negli affetti e dagli affari indecifrabili e nell’altra killer. Poi dovrà districarsi nel mondo in evoluzione della malavita, e farà comunella con un killer gelataio che lui sì, per sviare le indagini, mette in freezer i cadaveri e li fa ritrovare mesi dopo. Da cui la nascita della leggenda mediatica di Iceman. Richard Kulinski polacco che mai confessò un rimorso (la storia è vera), è un Iceman dal punto di vista emotivo. C’erano gli elementi per un film psicologico e per uno di genere: il regista Ariel Vroman, che all’inizio sembra scegliere di muoversi tra le variazioni di grigio e la cronaca tra anni Settanta e Novanta, poi opta per una storia piccola e perde un’occasione. A parte ricordarci quanto eravamo vestiti male negli anni Settanta. Per i fan: James Franco entra, muore, esce

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori