Il signor figlio. Un recupero digitale

E se non fosse morto a Napoli? Seconda vita londinese di Giacomo Leopardi, quasi cyber...

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coverVisto che Martone in pellicola ci ha dato un Leopardi Giovane meraviglioso, recuperiamo in digitale un Leopardi giovane quasi cibernetico: Il signor figlio, opera seconda (del 2007) di Alessandro Zaccuri ritornata in epab (Libreria degli scrittori, 4.99 euro). Un’eresia? Macché. Siamo sicuri che Giacomo Leopardi sia morto a Napoli e di che morte? Idropisia polmonare? Pericardite? Congestione? Colera? Il colera in città c’era. Il corpo non è mai stato trovato. Immaginate che Giacomo, coperto dall’epidemia, sia sparito per riapparire a Londra sotto falso nome. Londra era un polo referente di quella Napoli. Londra era il sogno di liberazione di Giacomo. Che tipo di rapporto aveva Giacomo Leopardi col padre Monaldo? Conflittuale? Sì, ma che tipo di conflitto? Tra padre conservatore e figlio inquieto, o tra scrittore e scrittore? Per paradosso Monaldo era di scrittore di bestseller, per l’epoca, e Giacomo un incompreso dai contemporanei… E come vive a Londra Giacomo, anzi Jack, conte Rossi? Potrebbe insegnare cose interessanti a John, padre di Rudyard Kipling (il Kipling che conosciamo noi, che ebbe a sua volta un controverso rapporto col figlio…). E comunque, c’è anche un collegamento ardito con la madre di un figlio famosissimo, in un futuro orrendo, troppo vicino a noi. Ma torniamo a Jack Rossi. Che fa a Londra? Lavora a un’Opera, a qualcosa che molti ritengono sia già lo Zibaldone: una rete di collegamenti tra cose segni e concetti a cui manca solo l’elettronica per andare veloce. Insomma, doveva essere un saggio, Il signor figlio, ed è diventato un romanzo che nasconde un ipertesto. Frutto, è chiaro, di studio matto e disperatissimo. Come quello di Jack.

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori