Skagboys. Una siringa piena di inchiostro

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skagboysÈ qui che inizia la saga più famosa di quel gran trasgressivo di Irvine Welsh, uno che mischiando inchiostro e eroina è capace ad ogni libro di ribaltare la letteratura contemporanea. Skagboys è il prequel del più celebre Trainspotting, seguito in ordine cronologico di narrazione da Porno. Il libro racconta di come il terribile gruppetto di giovani scozzesi viene trascinato nel ciclone dell’eroina che sconquassa Edimburgo a metà anni ottanta. Le loro vicende, sono un susseguirsi di bucati, scopa, picchia, ruba, bucati, lavora, tifa, fuma, bucati. Welsh scrive sempre e solo di questo ma non stanca mai, anche in questo caso finisce che in un batter d’occhio ti sei bevuto seicento pagine. Conosce quello che scrive, l’ha vissuto, e sa come raccontarlo: l’ironia, il linguaggio crudo e tagliente, colloquiale, tremendamente quotidiano, sono le vere armi dello scozzese.
A mio parere Skagboys è tra i migliori, se non il migliore libro di Irvine Welsh, la struttura è sempre quella del romanzo di formazione-distruzione, ma mai come in questo caso lo scrittore è riuscito a trasmettere le motivazioni e il contesto del declino dei suoi cari personaggi: da una parte c’è la tendenza all’autodistruzione dovuta a una mancanza di stimoli personali e sociali, dall’altra c’è la crisi del lavoro, dovuta alle riforme della Thatcher, crisi che ha lasciato a spasso una generazione di giovani proletari della working class. Non è un caso che il libro si apre con uno sciopero che viene brutalmente represso dai poliziotti inglesi.
Tutto questo porta i personaggi a volersi punirsi per farla pagare al mondo intero. Annullare le proprie ambizioni per arrivare a dire “la società non mi ha lasciato altra scelta”. L’ eroina è la sola cosa sincera nella merda che ci circonda. Visioni drastica? Visione sbagliata? Visione avvilente? Decidetelo voi. Welsh come sempre è pane al pane, vino al vino, eroina all’eroina. Sta al lettore saper leggere tra le righe. E non parlo di quelle di polvere bianca…

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Simone De Vita
Nasce nel lodigiano nel 1986, ottiene una laurea Magistrale in Lettere Moderne, scienze della letteratura, teatro e cinema. Scrive racconti, poesie, canzoni, e cerca di farlo con uno stile proprio... Perché come disse lo zio Buk , "Lo stile è una risposta a tutto."