Locke. Un uomo, un telefono, un’auto.

E correre nella notte per vedere se è più difficile distruggere o costruire...

30
2

Locke di David Knight
con Tom Hardy
Voto 9

Un altro film da recuperare, dalla classifica dei Best Actor Snubs, ovvero: gli attori principali che non sono stati presi in considerazione per la nomination all’Oscar

Un uomo in un cantiere sale su un suv (che qui ha un senso…) e prende la strada per Londra. Parla al cellulare. Fine. Fine? Ma no. Capolavoro. Un solo attore e lo segui per tutto il film per sapere come va a finire… È sera, Locke è un direttore dei lavori, sta per arrivare la più complicata processione di camion di cemento mai vista per preparare le fondamenta di una costruzione delicata e lui delega il controllo dell’operazione (con istruzioni minuziose fino all’ossessione) a un sottoposto che ha problemi con l’alcol e avverte la moglie che deve andare a Londra per essere presente al parto di una donna sola e non più giovanissima ( e che non ama): l’unica con cui l’ha  tradita in vita sua. Poteva stare zitto, ma qualcosa glielo impone. Due momenti topici della sua vita gestiti al cellulare, in autostrada, di notte. Buio, luci, strisce sull’asfalto, macchina, motore, vivavoce onnipresente (nessun pericolo per la circolazione), la più grande compagnia di costruzioni in fibrillazione e la moglie sconvolta che vogliono spiegazioni, e ogni tanto chiama anche la partoriente in ansia. Un attore in una macchina per 6 giorni e gli altri attori (le voci) in albergo a recitare con lui per telefono. L’interprete di questa scommessa molto piaciuta (ma non messa in grado di rifulgere) fuori concorso a Venezia 2013, è Tom Hardy, più s/conosciuto (non lo si vedeva in faccia) per essere stato Bane, il cattivo con la maschera per l’anestesia cronica nell’ultimo Batman (Il cavaliere oscuro- Il ritorno). Da notare che il film ha incorporato il suo vero raffreddore e la sua vera incazzatura  (la macchina aveva un segnale sonoro per avvertire quando c’era poca benzina, e il regista l’ha fatto girare quasi a secco, poi ha sostituito il rumore dell’allarme con la chiamata dei cellulari) e che l’unica volta che un uomo così dedito al cemento ha avuto un cedimento è per una sconosciuta di nome Bethan, che suona tanto come il beton del calcestruzzo.  Prima regia di Steven Knight (ha all’attivo il successivo Redemption- Identità nascoste), gia sceneggiatore per Frears (Piccoli affari sporchi) e Cronenberg (La promessa dell’assassino)

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori
  • Victor Venturelli

    Beh capolavoro è molto azzardato come giudizio a mio avviso…

    Insomma un buon film, girato con poco e sicuramente in grado di porre in primo piano il talento di Tom Hardy.

    Secondo
    me il film presenta alcune pecche, da una sceneggiatura a tratti
    ripetitiva alla presenza di tempi morti che guastano la visione del
    film. D’altra parte l’idea può sembrare geniale (ricordo che anche
    Buried di Rodrigo Cortes era girato con un unico attore e con una
    telecamera) e la fotografia è molto buona.

    Secondo me voto giusto: 7

    https://victorventurelli.wordpress.com/2014/05/11/locke-2013-di-steven-knights/

  • Laura Berlinghieri

    Senza dubbio il film più bello di quell’edizione della Mostra. Veramente un gioiellino.