L’amore bugiardo, Oscar forse: però alla signora…

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Un altro film da recuperare, dalla classifica dei Best Actor Snubs, ovvero: gli attori principali che non sono stati presi in considerazione per la nomination all’Oscar

Non è il classico film su un matrimonio in crisi. Ma è anche un film su un matrimonio in crisi. L’amore bugiardo, diretto da David Fincher e tratto dal romanzo Gone Girl, di Gillian Flynn (autrice anche della sceneggiatura),  parla di una coppia, Amy (Rosamund Pike) e Nick (Ben Affleck) che dopo cinque anni di matrimonio, dove si è accumulato in modo smisurato l’odio di uno per l’altro, arriva al classico patatrac: il giorno dell’anniversario Amy sparisce e da questo episodio si scatena un susseguirsi interminabile di bugie, tranelli, violenza, falsità, rancore viscerale… Non si sa più chi dice il vero e chi il falso ma una cosa è sicura, i due si vogliono distruggere, e e dopo una catena di colpi di scena, più o meno riusciti, vi farete qualche domanda in materia amorosa.

Fincher  tiene il ritmo alto e con un uso calibrato di flashback e della voce narrante esterna di Amy, riesce a rendere lo scorrere del film piacevole. Nonostante questo, secondo me, risulta un’opera riuscita solo a metà: la prima parte giocata sul mistero, sull’empatia di Nick, sul rapporto presunto colpevole-mass media, è ottima. Poi la vicenda diventa labirintica e si perde in strade surreali, colpi di scena forzati e prevedibili e risvolti sproporzionati rispetto alla storia.

Penso che sia un film paragonabile a Zodiac per la capacità che ha Fincher di  imprigionare lo spettatore con una narrazione estenuante e all’apparenza irrisolvibile: là era una lunga indagine su un killer seriale. Qui pure, ma sembra un intrigo di ex-amore, ora odio profondo.

Tralasciando l’inquietante Pike, candidata all’Oscar, concentriamoci ora sul beffato Ben Affleck. Si parlava di candidatura alla statuetta anche per il vecchio Ben. Todd McCharty sulle pagine di The Hollywood ha scritto “Affleck, mai più idealmente scritturato, regala una recitazione equilibrata, incoraggiando sia simpatia che sospetto”. Il sospetto, confermato dai fatti, è che serva qualcosa in più di una recitazione precisa ed quilibrata per ambire all’Oscar. Perciò alla fine Amy-Pike ha beffato ancora una volta Nick-Ben, l’ennesimo colpo di scena prevedibile de L’amore bugiardo

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Simone De Vita
Nasce nel lodigiano nel 1986, ottiene una laurea Magistrale in Lettere Moderne, scienze della letteratura, teatro e cinema. Scrive racconti, poesie, canzoni, e cerca di farlo con uno stile proprio... Perché come disse lo zio Buk , "Lo stile è una risposta a tutto."