Il cielo sopra Berlino. Solo per un giorno

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« Quando il bambino era bambino/ era l’epoca di queste domande/ Perché io sono io/ e perché non sei tu? /Perché sono qui/ e perché non sono lì?/ Quando comincia il tempo /e dove finisce lo spazio? La vita sotto il sole è forse solo un sogno?
È il Lied vom Kindsein, Il canto dell’infanzia di Peter Handke, che accompagna nella Berlino in bianco e nero di Henri Alekan (sì, quello di La bella e la bestia di Cocteau) lo sguardo dell’angelo Damiel (Bruno Ganz). C’è ancora il Muro, e grandi spazi desolati tra le due parti di città. Angeli custodi in cappotto e sciarpa accudiscono i mortali. Damiel scende dalla colonna della Siegessaule, vola nel cielo sopra Berlino nelle riprese aeree di Klemens Becker e Klaus Krieger, nuvole viste da un aereo in atterraggio, la Torre della tv, voci di trasmissioni che si incrociano nell’aria, i passaggi fugaci nelle case degli umani alle prese coi dolori, i ricordi, le situazioni, le ansie, le noie:  un angelo lo vedono solo i bambini e i moribondi.  Damiel ascolta i pensieri degli umani ed è è stanco di vivere di solo spirito: vorrebbe sentire il peso, “entusiasmarsi finalmente per un pranzo, per la linea di una nuca per un orecchio, mentire -e spudoratamente-, camminare e sentire che le ossa camminano” con lui. E mentre lo spirito aleggia nelle Biblioteche di Stato e attorno a un poeta che cerca Potsdamerplatz nel vuoto delle rovine, l’angelo vede in un misero circo un’angela, umana: ride delle sue ali finte e per amore di lei si toglie quelle vere.
Il film dal bianco e nero passa al colore e racconta la vita dell’angelo ora umano tra umani, che può sentire la gravità, il dolore e l’amore. Un’esperienza quasi allucinogena il film di Wenders, premio per la regia a Cannes 40 nel 1987, divenuto un’icona del postmoderno, che utilizza Peter Falk nel ruolo di un attore ex angelo specializzato in ruoli polizieschi, e  cammei musical dei Crime and City Solution e, soprattutto, Nick Cave and the Bad Seeds (la Berlino di Damiel nel valzer  triste  di Carny dagli organetti e xilofoni surreali e in From Her to Eternity). Il muro di Berlino (quello vero in quella zona era su terreno minato) venne ricostruito e ridipinto. L’altro angelo, Cassiel, avra la sua avventura berlinese nel sequel Così lontano così vicino.

Per favore, vedetelo

 

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori
  • Marco Pagliettini

    Ok ci vado! Se poi non mi piace so con chi prendermela!