Lassociazione, musica per l’anima e il cuore

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Non essendo un critico musicale, quello che esprimo QUA è un sentimento che viene dal cuore, e dalla pancia. La testa qui non fa altro che fare cenni di assenso.

Ho conosciuto Lassociazione oramai più di 4 anni fa, grazie e a seguito dell’amicizia con Gigi Cavalli Cocchi, storico batterista  dei  ClanDestino,  il gruppo con cui Luciano (Ligabue) suonava nel 1990. Gigi è  persona e musicista e artista come poche volte  capita di incontrare nella vita. La sua cultura ed esperienza musicale, nonché l’onestà intellettuale che gli è propria, sarebbero da nominare “Patrimonio dell’umanità”.

Me ne parlò davanti a uno spritz a Reggio Emilia, li vidi e li ascoltai, nella prima formazione, al Fuori Orario di Taneto di Gattatico, sempre zona Reggio: che se già di suo la location conta e si fa valere, con loro è stata una serata fantastica.

Lassociazione è un gran gruppo. Di nome, di fatto e di sostanza. No, non è un errore, si scrive così, Lassociazione. Tutto attaccato, come tutti attaccati stanno loro: tra loro, alla loro terra, alle loro radici, ai loro valori. Alla loro musica fatta di storie, di gente e di passione, e di luoghi dell’anima.

Quando ne sentii parlare la prima volta doveva  ancora uscire il loro primo CD, Aforismi da castagneto.  Siamo arrivati al terzo, Libere correnti dorsali, passando per A strapiombo.

Lassociazione è musica fatta per il cuore, e l’anima. È coesa, forte, profonda. Se vi capiterà di ascoltarla, capirete perfettamente e in un momento solo quello che a parole credo non sarò mai in grado di spiegare.

Dalla sua nascita alla formazione attuale, Lassociazione ha cambiato moto la sua fisionomia, testando e tastando suoni, composizioni, voci, formazioni e agglomerati sul palco. Molte delle voci che l’hanno vista nascere non ci sono più, alcuni musicisti si sono avvicendati.

L’anima del gruppo fondatore resta: Giorgio Riccardo Galassi (testi, voce); Marco Mattia Cilloni (voce, chitarra acustica, guitar banjos, mandolino, compositore di tutte le musiche); Gigi Cavalli Cocchi (batteria, percussioni).

Dal primo CD all’ultimo il dialetto, sempre presente, è andato a lasciare maggior posto e presenza all’italiano; ci vuole uno sforzo enorme per mantenere in equilibrio le esigenze derivanti dal  contatto con le origini, dal Testimoniare l’attaccamento alla propria terra che porterebbe all’uso del dialetto tout court, con quella di far conoscere la propria musica al di fuori della cerchia del crinale…

Il dialetto emiliano, anzi, il dialetto Reggiano, ANZI: il dialetto reggiano montanaro, è cosa ostica da comprendere al suono. Lo è perfino a loro che se lo cantano e se lo suonano, a volte, mi dicono: pensate quindi quanto possa averne capito io, o un altro come me che della zona non è affatto.

Epperò, invece… la musica arriva. Arriva pesante, profonda, densa com’è di suoni diversi, dal violino alla tromba, dalle percussioni al basso alle chitarre, al banjo, al contrabbasso. E la voce di Marco Mattia “Cillo” Cilloni sa far bene la sua parte.

10922337_951362621541512_7936966654677033657_oArriva e si piazza, e comunica con una parte di te che si risveglia, questo è stato l’effetto che ha avuto su di me, e che ha avuto sugli amici che ho trascinato a  vedere il loro spettacolo teatrale al Teatro Asioli di Correggio, tenutosi il 10 gennaio scorso.

Il Teatro era pieno, e lo spettacolo è stato grandioso.  Le prossime date ve le lascio sotto, se vi capitano a tiro, non perdetevele: vi lasceranno dentro  una gran bella emozione.

E se il dialetto vi spaventa, pensate solo a una cosa: quante, e quanto, delle canzoni che giornalmente ascoltate in lingua inglese, capite davvero e quanto e quante, invece, SENTITE e per questo, solo per questo SENTIRLE vi arrivano e vi piacciono?

Ecco, quello è stato il motivo per cui una tizia di Ancona è rimasta fulminata da questo meraviglioso gruppo, tanto da fondarne il Fan Club ufficiale. Capiterà anche a voi, ne sono certa.

Le prossime date dello spettacolo teatrale de Lassociazione, Appennino ultima frontiera, appunti da un viaggio immaginario:

Venerdì 20 febbraio a L’Altro Teatro di Cadelbosco Sopra (RE)

Venerdì 6 marzo al Teatro Bismantova di Castelnovo ne’ Monti

Sabato 21 marzoal Teatro Verdi di Fiorenzuola d’Arda (PC)

Sabato 28 marzoal Teatro di Ragazzola di Ragazzola di Roccabianca (PR)

Sabato 25 aprile a Traffico di Voci a Ligonchio (RE)

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Chimena Palmieri
Sono Chimena Palmieri, classe 1963. Ho un diploma di Ragioneria, una Laurea in Sociologia, un lavoro presso l’Università Politecnica delle Marche. Ho un figlio, Francesco; ho amici, molti interessi e poche passioni. Sono nata a Castelfidardo, cresciuta a Numana, vivo ad Ancona: tutto in 30 chilometri, perché “Credo che la voglia di scappare da un paese con 20000 abitanti vuol dire che hai voglia di scappare da te stesso e credo che da te stesso non ci scappi neanche se sei Eddie Merx”.