Avanti March! Piccole gonne alla riscossa.

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Piccole gonne, ovvero “infeltrimento teatrale di un classico della letteratura americana”. È la nuova commedia di Alessandro Fullin, che dal 19 febbraio e fino all’8 marzo approda al teatro Martinitt di Milano dopo i successi di Bologna e Torino.
Il plot è liberamente tratto da Piccole Donne di Louisa May Alcott, un classico del 1868 che sopravvive benissimo anche nell’era del Kindle. Se l’originale è un vivace affresco dell’America pioniera e puritana, Piccole gonne ne fa la parodia, passando dalla Guerra di Secessione all’invasione dell’Iraq e mixando ironicamente Lincon e Barack Obama, Fort Laramie e Guantanamo.  Scritta, diretta e interpretata da Fullin, con Tiziana Catalano del duo “Le sorelle Suburbe”, Sergio Cavallaro, Simone Faraon, Paolo Mazzini, Mario Contenti e Ivan Fornaro: tutti uomini meno…una donna (vera) che si indovina solo nel finale. In Piccole gonne il comico triestino (di casa a Zelig e in tv) è nei panni di  Mrs March, la madre apprensiva (forse di origini italiane ?) che deve sistemare con un buon matrimonio le incontentabili figliole Meg, Jo, Amy e Beth. Purtroppo, nessuna delle quattro  ha molto da offrire ai corteggiatori. La volitiva Mrs March non si dà per vinta e ricorre all’aiuto dall’avarissima Zia March…

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Walter De Pace
Sono nato a Milano. Negli anni 80, laureato in filosofia, ho iniziato come copywriter all’Ufficio Pubblicità  di Rizzoli Libri.  Negli anni 90 ho collaborato con l’Europeo  - novità tecnologiche - e successivamente con Brava Casa, Anna, Milleidee e Max. All’inizio del nuovo secolo, addetto stampa alla start up che ha creato RCS WEB, ho continuato  a scrivere su Max,  con contributi al mitico spin off tecnologico Max 2.0 ora da collezionisti. Collaborazione proseguita in Gazzetta dello Sport.it.  Dal 2009 al 2012 ho scritto anche sul  mensile filosofico scientifico KOS. Il mio avatar l’ha  scelto mia figlia Irene, con la quale condivido l’idolatria per Bob Dylan, ma che non sopporta la mia passione per le opere di Mozart.