Grigio. Le mie cinquanta sfumature.

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E finalmente – anche no, ma ok – è uscito anche nelle sale.


Ci hanno messo più a capire chi doveva essere il protagonista che a scrivere il libro, ma tant’è, Cinquanta sfumature di grigio è finalmente tra noi.
Non so chi di voi l’abbia visto, né quanti abbiano letto il libro (sì, lo so, sono tre, ma sinceramente … come ho già detto, è un “centocinquanta sfumature al prezzo di una” perché se hai letto il primo – che ci stava pure – poi hai già visto tutto. Tranne la fine, che però, appunto, bastava incollare –anche questa come buona parte del tutto – alla fine del primo, e ce la saremmo cavata ampiamente.
Detto questo, vi tolgo il dubbio che io sia un critico cinematografico, e vi presento le MIE cinquanta sfumature, dall’alto-basso-su-giù-centro di una piùchecinquantenne sull’orlo di nessuna crisi se non quella finanziaria.
Allora.
Poiché tutti ne parlavano, ci doveva essere qualcosa da dire. O da sapere, da conoscere. Di cui parlare, POI.
Così a suo tempo avete acquistato il libro, uno o tutti e tre, incuriositi dalle ammiccanti e promettenti alette.
In realtà, qua Ora e allora c’è molto fumo e poco arrosto.
L’argomento, di per sé intrigante ai più, è trattato con una superficialità che dovrebbe far riflettere, visto che questo libro sta in mano a ragazzine di dodici-quindici anni, che potrebbero voler emulare la protagonista ventunenne: alla quale l’autrice, dimostrando uno strano concetto di maturità, fa fare da un lato discorsi degni di una suora sessantenne, e dall’altro facendola invece comportare come un imbranata in più di ogni occasione.
Perché lei lo è, dai, una imbranata.
Non riesce a vedere oltre un minuto dopo le sue azioni, si sorprende di tutto ogni tre per due,  …ma quando lui la porta nella “stanza dei giochi” va in giro a toccare qua e là manco fosse al Toy Store, gli chiede di eliminare dalle pratiche che non le piacciono il “fisting anale” senza battere ciglio e chiedere invece “cos’è?”, e poi però battendo le ciglione gli chiede che cosa sia un dilatatore anale…
Ve prego, un minimo di coerenza, non eravamo noi femmine quelle che il cervello ce l’avevano?
Sorvolerò sulla scena in cui lei, diciamo così, poi non potrà più rispondere di sì alla domanda “Sei vergine?” perché è degna dell’asilo infantile dell’immaginario erotico sbagliato, ma lo devo dire… Sarebbe questa quella che dovrebbe riuscire a far cambiare atteggiamento e preferenze sessuali a mister cinquanta sfumature, l’uomo Alfa per eccellenza?
Guardate, va bene, noi donne possiamo anche averle, fantasie sessuali da femmina Omega, ma passare dalle fantasie sessuali alla pratica ne corre, di strada da fare.
Per carità, bella fotografia, e onore all’anatomia del lato B di mister Grey (…sì sì sì anche lei è bella, ma scusate, io ho pure pagato il biglietto, permettete che mi soffermi su quello che interessa a me, ok?), ma… io me lo ricordo, il tempo di 9 settimane e mezzo. Allora sono uscita dal cinema con il livello ormonale spostato di parecchio verso l’alto sull’assicella.
Qui, no. Belle scene, davvero, fotograficamente parlando. Ma fredde. E dopo l’unica fame che m’è venuta è quella che mi ha portato, insieme all’amica che mi ha accompagnato, a mangiare una bella frittura di pesce.

L’unica scena degna di qualche fantasia

 è quando lui l’attacca – letteralmente – al muro dimostrando, nel mentre, una serie di caratteristiche quali schiena di ferro, gambe d’acciaio, fiato temprato da anni di jogging e assenza di predisposizione ai crampi ambite sì da noi femminucce, ma anche da ben più di un maschietto.
Cioè, davvero: è anche vero che il maschio Alfa fa sempre la sua porca figura, che è quello che si va cercando e blablabla: ma se è davvero tale non lo cambi, carina.
Non così, che dopo due –diconsi DUE – sculacciate t’ha dato un Mac nuovo di zecca che io sto ancora a pagà a rate il mio; o che dopo 6 – diconsi SEI, e solo dopo che glielo ha chiesto LEI, che voleva vedere la cosa PEGGIORE che lui poteva farle – sferzate sul sedere (…che ok, tanta bua ma te ne sei andata sulle gambine tue, carina…), te ritrovi con una macchina nuova che se la vendo ce chiudo il mutuo de casa.
No, parliamone, che qui c’è chi alle donne le piglia a schiaffoni a due a due finché non diventa dispari, e a gratis.
Detto questo:

  • il libro, o i libri, lo/li regalerei a un uomo, visto che tratta pagine e pagine su cosa piace a noi donne; e non credo che ad una donna abbia bisogno di leggerlo da un libro cosa le piaccia. O forse si? Mah. Invece avrei avuto piacere di sapere cosa piace a lui, Alfa Beta Gamma che sia: in tre tomi da più di cinquecento pagine ognuno, l’unica cosa che so di Mr Grey è che tra le gambe ha un’erezione.
  • nel film come nei libri: non si capisce come faccia lui ad avere tutti quei soldi. Attento Mister Grey, che se te le trovi tutte come Anastasia, che per ogni schiaffo ti sfila una finanziaria, attento ti ritrovi in mezzo alla strada, bimbo!

Cosa, invece, ho imparato da Cinquanta sfumature di grigio

  • il grigio va su tutto. A buon intenditor, poche parole.
  • portarsi sempre dietro un paio di occhiali per leggere le clausole scritte in piccolo sui contratti: conviene.
  • iscriversi a un corso di vela o di scout. I nodi sono una cosa da patrimonio dell’umanità, tocca saperli maneggiare.
  • imparare in tutte le lingue le safety words che ci si sceglie, non si sa mai nel momento …
  • farsi un giro in ferramenta, ogni tanto, ti apre una nuova visione del mondo. meglio di un percorso benessere in una SPA, e costa meno.
  • l’autista, da Ambrogio a Taylor, c’ha sempre il suo perché. Io me ne sono innamorata. Peccato perché era l’unico vestito del cast (per la cronaca, è Maximilian Carlo Martini, noto come Max Martini. Gli altri, chi sono, lo sanno tutti).

Buona visione a tutti! E, per concludere come la Littizzetto…

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Chimena Palmieri
Sono Chimena Palmieri, classe 1963. Ho un diploma di Ragioneria, una Laurea in Sociologia, un lavoro presso l’Università Politecnica delle Marche. Ho un figlio, Francesco; ho amici, molti interessi e poche passioni. Sono nata a Castelfidardo, cresciuta a Numana, vivo ad Ancona: tutto in 30 chilometri, perché “Credo che la voglia di scappare da un paese con 20000 abitanti vuol dire che hai voglia di scappare da te stesso e credo che da te stesso non ci scappi neanche se sei Eddie Merx”.