Rivoluzione & sensi di Rigo: parliamone con l’autore

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Rivoluzione & sensi
di Antonio “Rigo” Righetti


Per parlarvi di questo disco vorrei iniziare da una citazione del nostro Massimo Poggini: 《Rigo è un meraviglioso personaggio un po’ fuori dal tempo. Incredibile a dirsi, ama incidere i dischi come si faceva una volta: suonando con l’anima e col cuore》.
Rivoluzione & sensi è il nuovo album di Antonio “Rigo” Righetti, bassista dei Rocking Chairs e storico collaboratore di Luciano Ligabue. A distanza di appena due anni dal precedente Angeli e demoni, il musicista emiliano torna con un nuovo lavoro: mossa in controtendenza per i tempi di crisi che sta vivendo la discografia oggi. Perché questa scelta così controcorrente? 《Come reazione e risposta naturale a un periodo di forte disaffezione all’oggetto disco: allora io scrivo e pubblico con una certa assiduità》, ci spiega lui stesso, aggiungendo: 《certo, non perdo mai di vista la dimensione del live, che è tuttora la situazione che prediligo, perché è il momento in cui l’artista è messo a nudo ed è costretto a confrontarsi con tutti i suoi limiti》. Rivoluzione & sensi è un album solido, massiccio che, seppur con diversi accenni alla cultura punk e new wave e perfino richiami all’elettronica che, inaspettatamente, fa capolino infiltrandosi nell’apparentemente imperturbabile muro di chitarra, basso e batteria, si rifà in toto al vecchio rock ‘n roll e al suo《sistema di composizione inarmonico che, a partire da Jimi Hendrix, ha iniziato a rompere le regole della composizione classica, affidandosi a suoni e suggestioni che qualsiasi direttore d’orchestra etichetterebbe come errore》. Il disco è un lungo “periodo musicale” o, usando le parole del musicista stesso, 《un piccolo film indipendente》 caratterizzato dall’assenza di stacchi tra un pezzo e l’altro: dieci canzoni che si insinunano le une nelle altre intervallate da registrazioni e veri e propri feed recording, registrati in diversi ambienti sonori. Il tutto, ci rivela Rigo, 《dando una forte impronta cantautorale dal  respiro internazionale, in grado di coniugare la musica e le immagini poetiche dipinte dalle parole》.
Gli altri musicisti che hanno suonato nel disco sono Robby Pellati alla batteria e alle percussioni e Frank Ricci alle chitarre.
Per salutarvi, vi lasciamo con il primo singolo dell’album, La tigre reale, 《una figura molto forte di un animale primordiale, simbolo di femminilità pronunciata. In un certo senso, manifesto programmatico di questo disco, che è risultato delle liriche scritte da una donna, Sara D., interpretate in modo estremamente maschile da me. E all’interno di tutto questo si inserisce la mia scelta provocatoria di suonare un basso sintetizzato, a cui ho sovrapposto un basso vero, per sottolineare ancora di più quanto questa abbia tutte le carte in regola per essere considerata una cazone ante litteram》.

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Laura Berlinghieri
Nata a Venezia, ma vivo a Milano. Classe '93. Diploma al liceo scientifico-linguistico, ultimo anno di Giurisprudenza all'Università di Padova e un Erasmus in Spagna. Tanti interessi: dalla scrittura alla musica, dai viaggi alla politica. Musicista per diletto e aspirante giornalista. Prime collaborazioni con Max/Gazzetta dello Sport, Radio Base di Mestre, Young.it e NonSoloCinema.com. Giornalista pubblicista, da cinque anni inviata alla Mostra del Cinema di Venezia.