Motel. A che gioco si gioca?

Il killer John Cusack deve portare un borsa nella stanza 13 di un motel tra le paludi della Louisiana. Non deve guardare all'interno della borsa.

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Motel
di David Grovic.
con John Cusack, Robert De Niro, Rebecca Da Costa, Crispin Glover, Dominic Purcell
Voto 6/7

Il killer John Cusack deve portare un borsa nella stanza 13 di un motel tra le paludi della Louisiana. Non deve guardare all’interno della borsa. In cambio avrà abbastanza soldi da ritirarsi. Il gestore del motel è Crispin Glover su sedia a rotelle e fa domande capziose. Il killer è fresco vedovo e malinconico, arriva con un cadavere nel bagagliaio e una mano ferita, seccato perché questo non era nei patti. In una delle stanze attendono federali corrotti pronti a eliminarlo. In un’altra stanza ci sono un nano (rom sloveno, mi raccomando, non russo) e un orbo che cercano una bellona conciata come una ballerina di lapdance in parrucca blu. Poi arriva la polizia… C’entra qualcosa che il mandante di tutto ciò sia un De Niro ipergigione con cognome Dragna, calzino bianco in sandali con strass e doppiopetto  con camicia a quadretti e cravatta a rombi che cita il Magister Ludi di Herman Hesse, che poi è il titolo Usa di Il gioco delle perle di vetro? Il thriller indie di David Grovic scritto con Paul Conway (nell’originale The Bag Man, basato su Motel, sceneggiatura di James Russo, ispirato alla fiaba romena della Gatta ripresa dalla psicanalista junghiana Marie Louise Von Franz) vuole appunto  giocare con tutte le variabili del nero in palude (previste da un “gran maestro dei giochi” diabolico e psicopatico) e sembra una seduta di autocoscienza tra sceneggiatori col pallino delle citazioni (quante borse ricordate in cui, come nelle fiabe, non bisogna guardare?). Ai tanti morti aggiungete anche la struttura della storia…

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori