Le cazzate che dice mio padre. Più bello del titolo…

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CazzateLe cazzate che dice mio padre di Justin Halpern, è un libro nato come sempre per caso, nel quale l’autore racconta di un lessico famigliare composto da perle di comica saggezza elargite dal vecchio padre. Tanto per dirne una: “A volte la vita ti lascia una banconota da cento dollari nel cassetto, e solo molto più tardi scopri che era un ringraziamento per avertela messa nel culo”.
Lo so che a un occhio ipocrita possono sembrare bizzarrie volgari e di basso livello ma, tanto per mettere le cose in chiaro, pare che il vecchio genitore si occupasse addirittura di medicina nucleare e tenesse conferenze nelle università.
In effetti è una cosa che non mi meraviglia più di tanto, visto che è più o meno lo stesso modo di parlare che ho sempre avuto anch’io, anche se posso capire che non è la norma nella maggior parte delle famiglie.
Ma quello che più mi ha conquistato di questo libro è che, benché il padre possa apparire burbero, scostante, cinico e sboccato, ha grande considerazione del figlio, lo sprona, gli dice che è una persona in gamba e, anche i castighi che gli infligge, sono sempre accompagnati da un dialogo franco, alla pari.
Allora il linguaggio volgare non ha più grande importanza, anzi, crea una maggiore risonanza all’amore verso i figli, alla voglia di insegnare loro che la vita è bella, ma a volte fa anche schifo, è una bastarda e bisogna sempre combattere senza paura di quelli più grossi di noi. “Non ti devi spaventare per quanto è grosso un buco del culo, ma dalla quantità di merda che è in grado di produrre”.
Insomma, trattami male, usa un linguaggio scurrile quanto vuoi, dì pane al pane, ma cagami, considerami come un essere umano con la sua personalità, le sue debolezze e fragilità, ma pur sempre una persona, non un’icona da portare nel cuore perché tanto sei sempre fuori casa, o come un pupazzetto, un bambolotto stuprato da una bambina viziata e stupida.
Ecco forse qual è il destino peggiore: l’indifferenza, la falsa comprensione, l’ipocrisia, il perbenismo, le belle parole non seguite dai fatti.

PS: negli Stati Uniti ne hanno fatto una sitcom durata solo 18 episodi. La curiosità è che il padre veste i panni di William Shatner, l’ormai invecchiato e imbolsito capitano James T. Kirk della serie originale Star Trek.

Cazzate Sitcom
A sinistra Jonathan Sadowski con William Shatner in una scena della sitcom $#*! My Dad Says

 

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Davide Lopopolo
Diplomato al Liceo Artistico di Milano nel 1980, avrei sempre voluto fare l’artista. Ma, visto che si deve anche mangiare, mi sono inventato grafico editoriale e pioniere dei primi sistemi di impaginazione Apple, scoprendo un nuovo amore. Mi è andata bene, ho collaborato con le maggiori case editrici italiane e ora sono un art director sul libero mercato. Però il primo amore non si scorda mai, così sogno ancora di diventare un artista...