Basta, io chiudo. Anzi no.

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Io ti odio.

Ti odio perché ogni volta fai così.

Perché mi dici basta, e io ti dico basta, e mi illudo di crederci: è finita, Chimena, rassegnati.

Mi godo la pseudo serenità che mi inculco a forza in testa, nel cuore, e nel portafogli.
E sto bene.

Guardo gli altri, persi i quella pena che non mi appartiene più, e io stò lì, serena, e anche essere sola non pesa, anzi, mi dico: sei adulta, sei cresciuta, stai crescendo.

Mi dico che mi sta passando.

E che arriverà altro, un altro, nella mia vita. Un po’ mi rattrista, pensando al tempo insieme, Ma un po’ mi tranquillizza: mai più, giuro, quel che ho fatto con te, per te!
Notti insonni, vacanze rovinate dai tuoi appuntamenti all’improvviso. E poi quel mio rincorrerti, sempre, e tu… solo qualche minuto, se andava bene.

Mai più, mai più.
Il prossimo? Se viene lui, qui, ok, sennò ciao bello, ciao.
E poi…ti rifai vivo.

Due righe, manco un SMS, e io sto a pezzi.

Chiudo il tour in Sardegna. Biglietti disponibili.

Che sei un fetente, giuro.

Ma come, non chiudevi a Roma? Che mi ero già rassegnata?

A Cagliari, mi vai a chiudere, nell’Isola?
Ennò.

Ma tanto io, a me, chemmefrega, giusto?

Giusto?

…oh, dico, giusto…?
NO, che non è vero, io voglio esserci, voglio andarci, voglio stare là! Io voglio quel cassssso di biglietto lo voglio e lo avrò! E adesso ok, mi perderò la vasca sul corso perché mi metterò a martellare il pc e il bar perché la prelazione mi spetta, è mia, e me la incollo in fronte perché all’apertura della prevendita casinò,mi farò sentire, da qua mi devi sentire, Ticketone scassamaroni e fracassaprogrammi, ma tu il MIO biglietto in prelazione me lo darai, oh se me lo darai! Lo stampo a casa, in ufficio, dal tabaccaio ma me lo darai!

E poi mi metto a cercare i voli e romperò i maroni agli amici ma tu non puoi farmi questo, adesso, no che non puoi, proprio adesso che avevo detto basta tu mi dai una chance ancora, e a Cagliari!
Fammi controllare la carta prepagata, dammi un minuto fammi cercare un volo, e dove caxxo ho messo l’agendina del tour a Oristano che avevo conosciuto quella ragazza, lì, che mi ospitava…
Come?

Dovevo andare fuori con le amiche, dite? Per quella mostra là, li, su giù centro, prenotata da anni?

E vabbè, dai, che sarrà mai, Giotto, Van Gogh, ne faranno un’altra , no? Prima o poi,dai,la rifanno!

Scusale Cap, e scusami anche tu, non lo pensavo veramente ciò che ho detto, ero un po’ giù, ma chi ti lascia, a te? Ma chi ce la fa, come puoi, come ho potuto pensarlo? Sempre sulla tua strada, sempre!

…oh, poi però basta eh? Che sennò la banca mi caccia di casa…

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Chimena Palmieri
Sono Chimena Palmieri, classe 1963. Ho un diploma di Ragioneria, una Laurea in Sociologia, un lavoro presso l’Università Politecnica delle Marche. Ho un figlio, Francesco; ho amici, molti interessi e poche passioni. Sono nata a Castelfidardo, cresciuta a Numana, vivo ad Ancona: tutto in 30 chilometri, perché “Credo che la voglia di scappare da un paese con 20000 abitanti vuol dire che hai voglia di scappare da te stesso e credo che da te stesso non ci scappi neanche se sei Eddie Merx”.