Eric, the real King of Rock & Roll.

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“Potrebbe camminare nudo come un verme in un centro commerciale, e trasuderebbe classe comunque”. La frase l’ho tratta da uno dei tanti libri dedicati a Eric Cantona, la più grande rockstar degli ultimi 30 anni e l’intervista che volevo più di tutte, ma che non sono riuscito a fare.

Perché un post su di lui? Ieri sera guardavo il film ‘Les rencontres d’aprés minuit’, e mi batteva ancora in testa quell’intervista a Parigi saltata all’ultimo momento (con il mio amico Marco Mathieu come mediatore. Marco, la facciamo prima o poi?). E io che avevo preparato maglia n. 7, libri e foto da farmi autografare.

Rewind, 1983-1997.“Vi amo. Non so perché, ma vi amo”. Calciatore, sì, soprattutto, anche. Gli scontri fisici con allenatori, compagni di squadra e avversari in Francia (“Sac-à-merdes!”); il primo ritiro a 24 anni (!); il ritorno e le vittorie -tante- in Inghilterra; gli incredibili spot pubblicitari; le passioni per poesia, filosofia, Arthur Rimbaud e l’Opera; i calci all’hooligan che lo insulta a bordo campo; la lunga squalifica, il ritorno, il ritiro definitivo da campione in carica a 31 anni (!!!); i libri, i documentari, la leggenda. Puro rock’n’roll, anche in campo.

Lo spettakolo (con la kappa) raddoppia dopo il ritiro con la fitta carriera di attore, da ‘La felicità è dietro l’angolo’ e ‘Elizabeth’‘Il mio amico Eric’ come coproduttore di Ken Loach. L’apice: l’esibizione spudorata delle parti intime nello spudorato ‘Les rencontres d’aprés minuit’ (“Nessun problema a tirarlo fuori davanti a una telecamera”) di poco più di un anno fa (vedi sopra). Più rock’n’roll di Johnny Rotten. Il rapporto tempestoso con le autorità di ogni tipo. L’arresto per rissa a Londra. La ventilata candidatura all’Eliseo e la campagna contro le banche: “C’è un modo semplice per protestare: andiamo in banca e portiamo via i nostri soldi. Mica male.

Al contrario di altri non si mette a cantare, ma in Francia (a proposito, di Serge Gainsbourg e sul suo anniversario pubblicherò un post più in là) il nostro connazionale a metà Cali -una sorta di Vasco post wave- gli dedica nel 2010 un singolo & video (‘Cantona’) e scopre l’acqua calda, visto che in Inghilterra era uscito da anni un intero album di canzoni a lui ispirate (‘Cantona –the album’, artisti vari).  Eric risponde registrando un album spoken word di poesie. Dopo di lui, il diluvio.

Anche perché è durissima battere uno che ti racconta un aneddoto  tipo: “Appena arrivato a Manchester faccio un’intervista alla tv, e il tizio mi domanda cosa mi piace fare nel tempo libero. Gli dico che mi piace ascoltare dischi d’opera, di rock e soprattutto leggere. “Qual è il tuo scrittore preferito?”, mi chiede. “Rimbaud”, gli rispondo. La mattina dopo nella cassetta della posta e sulla porta di casa mi arriva una marea di pacchi e pacchetti dai tifosi: sono tutte videocassette di Sylvester Stallone. A tutta prima non capisco. Poi ci penso, ripeto “Rimbaud” e ci arrivo: sono inglesi, hanno capito ‘Rambo’”.

Più rock’n’roll del rock’n’roll, e un benvenuto agli sfidanti.

 

SNAFU8

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Glezos
Ha scritto, parlato e tradotto qui e là (da Radio Popolare a Indiscreto, da Rolling Stone a GQ). Produttore artistico, autore, cantante e polistrumentista con Ufo Piemontesi, Francesco Baccini, Zucchero, Maurizio Vandelli e altri. Ha pubblicato i libri Punk alla carbonara e Alla ricerca del Vasco perduto. Glezos è il suo vero nome e non uno pseudonimo, ma non ci crede nessuno.