Magna, Spirit, Leon e Joy. LG per tutti.

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Prezzo contenuto, fino a un massimo di 200 euro, per gli smartphone della nuova gamma LG, che comprende i modelli Magna, Spirit, Leon e Joy, tutti con processore quad core. Magna e Spirit, entrambi dotati dell’ultima versione del sistema operativo Android, 5.0 Lollipop, sono caratterizzati dal design leggermente curvo, che si ispira a quello del Flex. Non si tratta in realtà di display flessibili ma di una lieve curvatura del raggio pari a 3000mm, che conferisce un profilo più elegante e maneggevole ai device e li aiuta ad adattarsi meglio al palmo della mano. Magna, ovvero “grande” in latino, è un 5 pollici con memoria interna da 8 Gb e 1 Gb di Ram. La fotocamera posteriore è da 8MP, l’anteriore da 5MP, ideale per scattare selfie di buona qualità. La batteria removibile da 2,540mAh secondo LG garantisce un’intera giornata di autonomia, anche con un uso intenso. Fotocamera da 8MP anche per Spirit che ha però display più piccolo da 4.7 pollici. Come quello del Magna anche lo schermo dello Spirit integra la tecnologia in-cell touch che amplia l’area dedicata al display riducendo al minimo le cornici. Grazie allo spessore ridotto, il display in-cell touch offre maggior sensibilità e reattività al tocco, miglior visibilità all’aperto e immagini più nitide. Entrambi dispongono di connessione ultrarapida 4G/LTE.
Display generosi e features da alta gamma anche per i nuovi modelli LG di fascia media e bassa denominati Leon e Joy. Leon offre un display da 4.5 pollici in un design compatto, è mosso dal sistema operativo Android 5.0 Lollipop e ha una memoria da 8Gb interna con 1 GB di Ram. L’entry level Joy, il più compatto dei quattro, ha uno schermo da 4 pollici, Android KitKat, 4 Gb di memori integrata e 512MB di Ram. Come i modelli superiori della gamma, anche Leon e Joy sono dotati della comodissima funzione Gesture Shot, che permette di scattare un selfie con il semplice gesto di chiudere a pugno la mano.

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Walter De Pace
Sono nato a Milano. Negli anni 80, laureato in filosofia, ho iniziato come copywriter all’Ufficio Pubblicità  di Rizzoli Libri.  Negli anni 90 ho collaborato con l’Europeo  - novità tecnologiche - e successivamente con Brava Casa, Anna, Milleidee e Max. All’inizio del nuovo secolo, addetto stampa alla start up che ha creato RCS WEB, ho continuato  a scrivere su Max,  con contributi al mitico spin off tecnologico Max 2.0 ora da collezionisti. Collaborazione proseguita in Gazzetta dello Sport.it.  Dal 2009 al 2012 ho scritto anche sul  mensile filosofico scientifico KOS. Il mio avatar l’ha  scelto mia figlia Irene, con la quale condivido l’idolatria per Bob Dylan, ma che non sopporta la mia passione per le opere di Mozart.