Top e flop della seconda serata di The Voice

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Eccoci a raccontarvi questa seconda serata di The Voice. E’ il tempo delle blind auditions, le squadre si stanno formando e, forse è ancora presto per dirlo, ma pare che finora di primedonne proprio non ce ne siano. I coach sono piuttosto mosci e oggi sono mancate le frecciatine tra J-Ax e Francesco Facchinetti che avevano animato la prima serata. Anche in termini di “nuovi acquisti” in ciascuna squadra, i coach si sono spartiti i ragazzi in parti eguali.

Ma andiamo ora a raccontarvi le nostre classifiche speciali: la top 3 e la flop 3. La medaglia per la peggior esibizione se l’aggiudica Jessica Benassi. E non c’è stata partita. Canta Ci vediamo a casa, e mai previsione fu più azzeccata. Stona lo stonabile e, in un programma che si chiama The Voice, ci vuole coraggio. Al penultimo posto piazziamo invece Ilenia Bentrovato. Dice di essere una cantante che ha deciso di passare al rap. Sul palco di The Voice canta (male) un pezzo rap dal testo adolescenziale, che di graffiante non ha proprio nulla. Anonima come cantante, inesistentente come rapper. Ax si gira: “Non sai rappare, ma mi piace come canti”. Anche Noemi si gira: “Non sai cantare, ma mi piace come rappi”. Insomma, se non ci hanno capito niente loro… Terz’ultimo posto per la giovanissima Giada Borrelli: come avere 16 anni e farti rimpiangere Nilla Pizzi. In 90 secondi di esibizione inserisce di tutto: dal rock al pop, terminando perfino con la lirica. Nessuno si gira. J-Ax prova a giustificarsi: “Non mi sono girato perché sono ignorante: sono troppo di Cologno”. #siamotuttidicologno.

Ma qualcosa di buono naturalmente si è visto anche questa sera. Per esempio, l’italo-francese Alexandre Vella che, armato della sua chitarra, è riuscito a conquistare team Fach e Noemi, alla fine preferendo quest’ultima. Ancora, Dany (in passato Daniela e in futuro Daniel): canta Always dei Bon Jovi e tutti e cinque i coach lo vorrebbero nella propria squadra. Anche lui sceglie Noemi, per continuare a confrontarsi con la femminilità che gli era propria un tempo. Infine, Ira Green. E non lo scrivo per paura di ritorsioni. O, almeno, non solo. Canta i Led Zeppellin e la sua voce graffiante in quel contesto è perfetta. Ora bisogna vedere se saprà adattarsi anche ad altri generi.

Per questa sera noi abbiamo terminato. L’appuntamento è per mercoledì prossimo.

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Laura Berlinghieri
Nata a Venezia, ma vivo a Milano. Classe '93. Diploma al liceo scientifico-linguistico, ultimo anno di Giurisprudenza all'Università di Padova e un Erasmus in Spagna. Tanti interessi: dalla scrittura alla musica, dai viaggi alla politica. Musicista per diletto e aspirante giornalista. Prime collaborazioni con Max/Gazzetta dello Sport, Radio Base di Mestre, Young.it e NonSoloCinema.com. Giornalista pubblicista, da cinque anni inviata alla Mostra del Cinema di Venezia.