Tra vent’anni taxi robot e arte per tutti

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Un algoritmo di apprendimento automatico della Oxford University, un po’ come quelli che Google pensa di installare per ridurre il costo delle ricerche umane, ha analizzato i dati dell’Ufficio Statistiche del governo Usa  ed è arrivato alla conclusione che nei prossimi 20 anni il 47 per cento dei posti di lavoro americani passeranno dagli umani agli automi. È venuto fuori alla Future of Work Conference di  TheWorldPost, una partnership tra Huffington Post e Berggruen Institute.  I campi più colpiti saranno quelli del trasporto per via dei miglioramenti nel campo dei veicoli che si guidano da sè (addio tassisti, camionisti, conducenti di mezzi pubblici e carrellisti) e della vendita al dettaglio, dove la mole di dati che le aziende stanno accumulando renderà inutile la presenza di un commesso umano dietro il banco. Se ci sarà un banco. Comunque nessuno potrà stare tranquillo: l’aumento delle caratteristiche di autoapprendimento delle macchine salirà e poi toccherà a tutti gli altri. Non è il caso di dare la colpa alle macchine. Tra le varie profezie in merito è previsto un cambiamento dell’arte futura, dovuta al riversarsi di masse di ex lavoratori nel campo della creatività (con conseguente abbassamento dei salari anche lì…)

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori