Un luogo Ameno sul Lago d’Orta

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Ameno

Esiste un piccolo paese, vicino al Lago d’Orta, rinfrescato dalla brezza del Mottarone e ad un passo dal Lago Maggiore che ha, nel nome, l’essenza della sua natura: si chiama Ameno.

Con neppure mille abitanti (che in estate raddoppiano) questo luogo è riuscito, nel corso degli anni, a concentrare manifestazioni culturali e attrazioni turistiche in grado di soddisfare gli amanti della musica, i cultori dell’arte e gli appassionati della vita all’aria aperta. Senza trascurare, ovviamente, i buongustai che, nei dintorni, possono contare su ristoranti e trattorie di primissima qualità, oltre che su un’invidiabile concentrazione di ristoranti stellati.

Ed è così che, soprattutto con l’arrivo della bella stagione, si può passare dai concerti dell’Ameno Blues Festival (che tra giugno e luglio richiama gli appassionati del genere), alle mostre d’arte presso il Museo Tornielli, coronate dall’iniziativa Studi Aperti dove, per tre giorni, artisti provenienti dall’Italia e dall’estero espongono le loro opere sia all’interno del museo, che negli spazi messi a disposizione dai cittadini di Ameno. Molti di questi spazi sono cortili antichi, così come antiche sono le vie, le case e i muri di pietra che costituiscono la struttura del paese.

Ameno - case antiche e muri di pietra
Ameno – case antiche e muri di pietra

Oppure, nel periodo natalizio, è bello camminare in mezzo a bancarelle di antiquari e artigiani, che si riuniscono per il tradizionale mercatino o, in primavera, visitare il Parco Neogotico, che ospita pregiati trompe l’oil e un’antica ghiacciaia in pietra, anticamente riservata alla conservazione degli alimenti.

Trompe l'oil - Parco Neogotico Ameno
Trompe l’oil – Parco Neogotico Ameno

Gli amanti delle camminate nella natura possono trovare pane per i loro denti, scarpinando lungo i quattro percorsi ad anello del Quadrifoglio di Ameno (per un totale di 33.6 km e un dislivello totale di 1.215 metri, concepiti insieme a Riccardo Carnovalini che, da oltre 30 anni, cammina e racconta il territorio con fotografie e parole). Il 90% della loro estensione è percorribile anche in mountain bike o a cavallo.

Per essere sempre aggiornati sulle iniziative del Comune di Ameno: www.amenoturismo.it   Poiché molto altro c’è da scoprire.

Che cosa si mangia da queste parti? Nelle botteghe di tutta la zona è possibile acquistare ottimi formaggi (non ripartite senza una scorta di gorgonzola) e salumi di qualità, tra cui il tipico Salamin d’laDuja o il Fidighin (mortadella di fegato). Di tradizione, nei ristoranti e trattorie della zona, il tagliere di formaggi e affettati viene proposto anche come “merenda”: e cosa c’è di meglio dopo una bella passeggiata all’aria aperta, magari accompagnato da un bicchiere di Vespolina dei colli novaresi?

E poi, tutti i piatti della tradizione novarese: polenta e tapulone (quello originale è fatto con la carne d’asino), l’ottima paniscia (un robusto risotto ai fagioli e verdure) o i dolci, tra cui i Brutti ma buoni, senza dimenticare il miele biologico a kilometro zero.

C’è più di un motivo, dunque, per organizzare almeno un fine settimana alla scoperta di Ameno che, con altri 23 Comuni, fa parte dei Borghi Sostenibili del Piemonte (www.borghisostenibili.it) e che, grazie anche all’accoglienza di qualità, può essere un ottimo punto di partenza per esplorare un pezzo meraviglioso di Piemonte.

 

L’IDEA DA PORTARE A CASA: PANISCIA CON CIALDE DI GRANA

Da uno dei prodotti tipici del novarese, il riso, nasce un piatto semplice, saporito e nutriente che ha, come base, un battuto di lardo, cipolla e salame della duja, cotto in un brodo preparato con fagioli, sedano, porro, verza e pomodori. Ho voluto impreziosirlo con cialde di grana croccante.

 

Paniscia con cialde di grana
Paniscia con cialde di grana
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Ivana Masiero
Da sempre amante e cultrice della buona cucina, grazie a una continua formazione e a una ricerca personale, ha intrapreso da alcuni anni la professione di cuoca a domicilio, dando vita a ricette che uniscono tradizione e innovazione (www.cuocacasa.com). Viaggiatrice appassionata, non manca mai, nel corso dei suoi soggiorni in Italia e all’estero, di ricercare ingredienti locali e, dove possibile, cucinarli sul posto. A volte infilandosi nella cucina di un ristorante ad Hong Kong, altre acquistando i prodotti al mercato e inventando cene sfiziose ovunque si trovi. A Milano, ha frequentato il corso di alta cucina presso l'Istituto di Cultura Enogastronomica Altopalato e i corsi dello chef Sergio Mei, presso l’Hotel Four Seasons. E’ consulente per l’ideazione dei menù del ristorante italo-baiano "Marinata" di Salvador de Bahia (Brasile), oltre che vincitrice di numerosi concorsi legati a Gambero Rosso Channel.