Cloro
di Lamberto Sanfelice
con  Sara Serraiocco, Ivan Franek, Giorgio Colangeli, Anatol Sassi, Andrea Vergoni.
Voto 7 più

L’opera prima di Lamberto Sanfelice è una educazione sentimentale gelida e strana, con un accostamento abbastanza inedito: la protagonista è una ragazza che sta cercando la sua strada nella disciplina del nuoto sincronizzato. Da Ostia, a causa delle vicissitudini della famiglia, viene sradicata e gettata sui campi da sci dell’Abruzzo. Campi da sci non significa una vita divertente sia pure lontano dalle abitudini e dagli obiettivi: significa andare in una baita di servizio per la manutenzione delle discese e gestire un fratellino comprensibilmente ai limiti dello sbando e un padre solo dopo la morte della moglie, inebetito dal dolore, disoccupato e ai bordi della follia. Jenny deve fare da madre ai due maschi di casa, fingere la normalità con le istituzioni, seguire la routine del lavoro in un mondo che le è estraneo e non perdere di vista l’obiettivo. Jenny è un soldato, e il rigore degli allenamenti a distanza la sua guerra, combattuta con le unghie e coi denti in una piscina quasi abbandonata tra le piste da sci. Dove tra ripetizioni ed esercizi si scava anche il passaggio a una vita sessuale adulta nell’incontro con un altro custode sradicato da chissà dove. La ragazza la cui pelle sa di Cloro si muove nel mondo come si muove nell’acqua: le posizioni sono rigorose, matematiche, eppure sono affascinanti come la fotografia del film, che alterna liquido e nebbioso, profondità e altezza. Se proprio vogliamo trovare un difetto a questa opera prima è un’ossessione estetica che spesso chiede il silenzio alla narrazione. Ma se fosse una scelta di coraggio? Sanfelice viene dalla New York University, e Cloro è passato al Sundance e alla Berlinale.

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori