Le tracce clandestine dei Modena City Ramblers

Mentre inizia un altro tour, esce il nuovo album con un inedito e cover già presentate dal vivo

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Tracce clandestine
dei Modena City Ramblers
(Modena City Records)
Voto 7/8


Nuovo album e nuovo tour per i Modena City Ramblers. Si intitola Sentieri Clandestini e vede raccolte quelle canzoni che la band ha sempre presentato dal vivo, ma che non aveva mai pubblicato su disco. Per esempio Clandestino di Manu Chao che per l’occasione è stato registrato con i catalani La Pegatina. Oppure Saluteremo il signor padrone, un canto di lotta che Eugenio Finardi aveva posto all’inizio del suo album d’esordio. E proprio Finardi interviene al canto. Seguendo il percorso della protesta troviamo Fischia il vento, altro tradizionale partigiano; come Per i morti di Reggio Emilia di Fausto Amodei, arrangiata con andamento irlandese. Della raccolta non fa parte Bella ciao che il gruppo aveva inserito nel precedente doppio Cd Venti. E già, perché ormai sono più di vent’anni che questa formazione percorre avanti e indietro la penisola con concerti che fanno ballare il pubblico.
cover_TRACCE_CLANDESTINE_MCRNon pochi vent’anni, ma il pubblico come è cambiato? «I nostri concerti sono frequentati da giovanissimi, diciamo che quelli che ci seguivano agli esordi oggi magari hanno messo su famiglia e capita di ritrovarli in qualche festa di piazza con prole al seguito. Del resto anche noi non siamo più giovincelli e suonare ci diverte assai ma è anche un’esigenza lavorativa».
In tal senso non possono certo lamentarsi i Modena, visto che il tour è iniziato ancor prima dell’uscita del nuovo Cd. Il 27 marzo saranno al Live Club di Trezzo D’Adda, il 28 a Firenze. In aprile toccheranno Perugia, Marcellinara, Catania, Torino, Livorno, Castro, Rimini. In maggio le date fissate sono quelle di Colle Val d’Elsa’ Sgonigo, Tavagnasco e Brescia.
Tornando al disco, perché tutte queste cover? La risposta è corale: «Nel 2013 abbiamo pubblicato un doppio album di nuove canzoni, Niente di nuovo sul fronte occidentale, e questo nuovo capitolo non va preso come un raschiare il fondo del barile, quanto un’esigenza di incidere canzoni che abbiamo sempre eseguito dal vivo. Ci siamo impegnati a fondo, specialmente per trovare il miglior arrangiamento per ogni brano, perché con le cover è facile fare passi falsi».
Tra queste spiccano Sidi H’Bibi e Mala Vida dei Mano Negra, L’Homme des Marais dei Negresses Vertes, realizzato con Stephane Mellino, e The Ghost Of Tom Joad di Springsteen. C’è spazio per l’inedito The Trumpets Of Jericho con Terry Woods dei Pogues e Prega Crest di Bertoli a cui partecipa il figlio del cantautore scomparso.

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Giordano Casiraghi
Nato in Lombardia, prime collaborazioni con Radio Montevecchia e Re Nudo. Negli anni 70 organizza rassegne musicali al Teatrino Villa Reale di Monza. È produttore discografico degli album di Bambi Fossati e Garybaldi e della collana di musica strumentale Desert Rain. Collabora per un decennio coi mensili Alta Fedeltà e Tutto Musica. Partecipa al Dizionario Pop Rock Zanichelli edizioni 2013-2014-2015. È autore dei libri Anni 70 Generazione Rock (Editori Riuniti, 2005) e Che musica a Milano (Zona editore, 2014).