Di chi sono le canzoni?

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È notizia di ieri che Sinead O’Connor ha annunciato che non eseguirà mai più dal vivo la sua celebre Nothing Compares 2 You, scritta e incisa da Prince qualche anno prima che lei la portasse al successo. Sinead dice che non si identifica più emozionalmente con quella canzone e che, sostanzialmente, non  sente più niente quando la esegue dal vivo. Al netto del fatto che la “dolce” cantante irlandese è un pochino fuori di testa e da tempo un po’ fuori dal giro che conta (ma questi sono periodi che capitano a tutti gli artisti) la notizia mi ha fatto riflettere.

E la domanda mi è sgorgata spontanea: di chi sono le canzoni? Sono di chi le fa o sono delle persone che le ascoltano e poi le amano?

E da qui mi sgorgano altre domande “fondamentali”… l’artista, specialmente di successo, che tipo di responsabilità ha verso i fan che lo adorano e che contribuiscono con le loro emozioni ed i loro soldi a renderlo, appunto, di successo?

Perchè quando vai ad un concerto c’è un prezzo del biglietto. Ma il grosso vero sono i viaggi, la benzina, i panini, le birre da pagare. Ci sono molto spesso permessi da chiedere al lavoro, che significano soldi non percepiti. E poi c’è il prezzo “emotivo”: c’è la stanchezza, c’è lo sbattimento, c’è ancora il lavoro il giorno dopo da fare a volte in condizioni da post-sbronza avendo dormito pochissimo o niente…

Insomma, alla fine, l’artista ha chiaramente una responsabilità. Ma ce l’ha con chi viene al concerto o nei confronti di se stesso? Io ritengo che ce l’abbia sempre e comunque con se stesso. E che le canzoni e le musiche che ha scritto siano sue e di nessun altro.

L’artista è libero di fare o non fare quel determinato pezzo e il fan è libero di andare o non andare a quel determinato concerto. L’importante è essere onesti con se stessi. Se il tuo pezzo forte non lo fai per vezzo o solo perchè te la vuoi menare sei uno stronzo. Ma se il pezzo non lo fai perchè sei un’artista vero e hai una visione e nella tua visione c’è un cambiamento, c’è un’assunzione di responsabilità che determina la scelta di escludere qualcosa per dare comunque qualcosa d’altro di migliore che faccia stare meglio sia te che chi ti viene a vedere allora chapeaux.

Tre anni fa non sono andato a vedere i Radiohead  semplicemente perchè non fanno più “le canzoni”. Chi c’è stato (e sono comunque decine e decine di migliaia di persone) mi ha riferito di un concerto incredibile, che andava ben al di là della forma canzone, del rituale, della messa cantata che piace tanto a tutti noi (a me in primis). Il punto fondamentale è che i Radiohead erano e sono liberi di scegliere di fare ciò che vogliono ed io sono libero di andare o non andare ai loro concerti. Devo anche confessare che mi sono pentito di non esserci andato e la prossima volta che torneranno in Italia ci andrò.

radioheadPs.: Nel mio piccolo ho anche io un pezzo che non amo fare e che non metto più in scaletta. È un pezzo scritto 4 anni fa, lo volevamo proporre a Sanremo, ma alla fine non lo facemmo e lo proponemmo come primo singolo del mio primo album. Il titolo del brano è Il mio nome. Se volete potete ascoltarlo qui

YouTube / Niccolò Bossini – via Iframely

 

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Niccolò Bossini
Chitarrista e cantautore, nato a Reggio Emilia nel 1978. La sua carriera inizia nel 1996 entrando a far parte del gruppo hard-core Raw Power. Con loro per quattro anni incide un album (Reptile House) e gira Europa e Stati Uniti in tour. Dal 2005 entra a far parte della band di Luciano Ligabue con il quale registra tre dischi (Nome e cognome, Arrivederci mostro!, Mondovisione). Dal 2012 intraprende una carriera solista che annovera due album in studio (QBNB e #SecondoLavoro).
  • Katia Guerzoni

    Beh, “Nothing compares 2U” è di Prince.
    Se non ricordo male, dopo il successo dovuto alla interpretazione del brano, la simpatica Sinead, disse peste e corna del genio di Minneapolis.
    Credo si fosse montata la testa.
    Non vuole più cantarla?
    Perfetto.
    La versione di Prince è meravigliosa!!
    https://youtu.be/QNANaZwpUS0