Il ritorno di Marc Almond. Cigno o fenice?

Sembrava proprio che Marc Almon non fosse più in grado di scrivere canzoni pop, invece stimolato da produttore Chris Braide ha dimostrato che se vuole le sa scrivere. Eccome!

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The velvet trail
di Marc Almond


Pareva proprio che Marc Almond avesse finito la vena e che di canzoni nuove non ne avremmo più sentite. Pareva.

Negli ultimi anni, un palesemente bipolare (in senso musicale) Almond si è dedicato soprattutto a percorsi musicali di impervia approvazione del vasto pubblico, operine assolutamente degne di nota per gli estimatori della musica contemporanea ma di assai difficile fruizione da parte del popolopop.

Accade invece che l’anima pop di Almond, in realtà, avesse solo bisogno di essere narcisisticamente stimolato a dovere, in questo caso, dal produttore di grido Chris Braide (all’attivo, per far qualche nome, Christina Aguilera, Lana Del Rey, Beyoncé…) il quale ha provveduto a confezionare una bomboniera degna dei famosi Quality Street.

SFE039_CD_EDITIONDiviso in tre atti, annunciati da parchi strumentali, il lavoro sciorina una serie di torch songs, ovvero le tipiche canzoni “da night” che, nello specifico, non rischiano affatto la maniera, di richiami al passato, si veda come Bad to Me si muova sulle corde di Tainted Love e come Demon Lover invece di Where Did Our Love Go e, soprattutto, un singolone spacca classifiche (se lo diventerà) When the Comet Comes, in duetto con una perfettamente contestualizzata Beth Ditto (dei Gossip).

The Velvet Trail potrebbe essere il suo canto del cigno oppure una nuova fenice, il tempo ce lo dirà, ai popster l’ardua sentenza. Per adesso le vendite in Inghilterra lo han portato in classifica dopo circa 14 anni. Senile pop rules!

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Marcello Valeri
Marcello Valeri nasce verso la fine del 1963, anno che vide la morte di Kennedy nella versione di Oliver Stone e la nascita dei Beatles. Influenzato dai fattori sopra citati sin da piccolo dimostra una spiccata tendenza al ballo interrotta solo da rovinosa caduta della partner con conseguente pianto a dirotto, episodio che lo dirotterà per sempre all’ascolto immobile di qualsiasi tipo di musica. Comincia a scrivere di musica nei primi anni 80 su Rockerilla, per poi passare a Rumore, Pulp e poi Blow Up ma insoddisfatto del meccanismo “tu manda che se piace si pubblica – ovvero scrivi bene di qualsiasi disco anche se fa schifo” cessa negli anni 90 ogni pubblicazione cartacea e preferisce dedicare le sue prose all’amico Gian sul sito di Disco Club per approdare a nuovi lidi (si spera). In mezzo lavora da trent’anni nel sociale e si arrabatta per arrivare a fine mese, specie il 20, quando prende lo stipendio che in genere gli dura tre giorni, come gli argentini di Fossati. Da un anno circa ha un programma su web radio che si intitola Freak show.