Non fare quella interfaccia…

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L’interfaccia è quella cosa che ci fa godere o dannare. È cioè il modo in cui interfacciamo (e dai…), entriamo in contatto e comunichiamo con i nostri aggeggi. Ogni novità tecnologica promette una migliore, più semplice, più comprensibile, più umana interfaccia. L’autore e designer Golden Krishna (ex Samsung e Zappos) sostiene che “il nostro amore per le interfacce digitali ormai è fuori controllo” e che le persone non vogliono passare più tempo alle prese con le macchine e la tecnologia, ma meno tempo. Eppure tutte le aziende continuano a spingere sul nostro rapporto con icone, simboli, funzioni e app. Il nuovo libro di Krishna ha per titolo, lampante, The Best Interface is No Interface. La migliore interfaccia è niente interfaccia. Il che non significa ritorno al passato, ma la considerazione che le aziende continuano a pensare che il rapporto tra l’uomo e le macchine passi attraverso uno schermo. E lì elenca tutti gli articoli entusiastici della stampa sul numero di schermate necessarie a realizzare i sogni promessi dai nuovi smartwatch, dai nuovi cruscotti, dalle nuove opzioni e dai  nuovi passaggi per pubblicare nei social. E aggiunge qualcosa che dovrebbe far fischiare molte orecchie: i più giovani stanno lentamente mollando tutto quello che richiede noiose schermate di ripetizione. Per esempio i social network, e Facebook in particolare…
Per il futuro la necessità è progettare oggetti che non hanno bisogno di app per fare le cose che attualmente facciamo con le app. Sembra facile…

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori