Vergine giurata. La donna nascosta

Dalle montagne albanesi alle città italiane un donna che ha negato il suo sesso si riscopre

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Vergine giurata
di Laura Bispuri
con Alba Rohrwacher, Flonja Kodheli, Lars Eidinger, Luan Jaha, Bruno Shllaku.
Voto 7 più

Nelle montagne albanesi gelide e nebbiose da cui Hana proviene vigeva il Kanun. Donne sempre accompagnate, senza desideri, senza diritti o quasi e senza fucile, anche se guardano gli armenti. Ma Hana, orfana adottata, è il maschio che il capofamiglia desiderava: il fucile lo sa usare, e allora in un mondo maschiocentrico e tribale deve prendere una decisione simbolica: da donna si trasforma per la società del Kanun in vergine giurata, quindi equivalente all’uomo: capelli tagliati, seno fasciato e un giuramento di nessuna vita sessuale. Da quel momento è uomo tra gli uomini delle montagne. Fuma, beve e spara, accettata. Ora, sotto il nome di Mark lascia le montagne brumose per raggiungere la sorellastra Lila in città, in Italia. È un passaggio dal silenzio al chiasso, ma senza illusioni arcadiche: nel nostro  mondo Mark, a volte sotto la sferza sarcastica della figlia di Lila, che la “deve” catalogare in qualche genere, torna piano piano a far riemergere Hana. In modi elementari e selvatici: la privacy, la cucina, la lingerie femminile, il sesso. La cosa curiosa di questo film è che anche qui come in Cloro di Sanfelice ritroviamo una ragazza che studia nuoto sincronizzato, e anche qui, nei recessi umidi di una piscina qualcuno scopre il sesso a lungo tenuto distante. L’elemento interessante è che Cloro è un punto di vista maschile e questo di Laura Bispuri femminile, in emersione dopo lunga e silenziosa metamorfosi, liberamente ispirata all’omonimo libro di Elvira Dones. Due film amniotici?

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori