De Gregori al PalaLottomatica: in 10.000 per la prima del Vivavoce tour

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Si è aperto ieri sera a Roma il Vivavoce tour di Francesco de Gregori. In un PalaLottomatica sold out il cantautore romano è salito sul palco alle 21.10 insieme alla sua chitarra acustica e alla sua numerosissima band, formata da ben 11 elementi (Stefano Parenti alla batteria, Alessandro Arianti al piano, Elena Cirillo violino e cori, Giorgio Tebaldi al trombone, Giancarlo Romani alla tromba, Stefano Ribeca al sax, Alessandro Valle alla pedal steel guitar e al mandolino, Paolo Giovenchi e Lucio Bardi alle chitarre, e ovviamente il fido Guido Guglielminetti a basso, contrabbasso e agli arrangiamenti).
Un De Gregori sorridente, “felice ed emozionato di iniziare questo tour proprio da qui“, da casa sua, davanti a 10.000 romani, e che nelle oltre due ore di concerto ha fatto ascoltare molti estratti dall’ultima raccolta Vivavoce (disco di platino), insieme ad altri brani, soprattutto tratti dagli ultimi album, come Guarda che non sono io, Belle époque, Mayday, forse “raggruppati” troppo insieme tra loro in scaletta, e che quindi fanno cogliere il troppo distacco tra il De Gregori di oggi e quello di ieri quando è la volta di vere e proprie pietre miliari della musica italiana come Niente da capire o Titanic.
Tante le canzoni storiche che per forza di cose non sono rientrate tra le scelte del cantautore per questo tour, tra cui La storia e Sempre e per sempre (giusto per citarne due su tutte), ma ovviamente vista la mole della discografia non si poteva accontentare tutti, e comunque “Il principe” non si è risparmiato, eseguendo ben 27 canzoni e regalando anche due gradite sorprese al pubblico romano: la prima è stata la presenza di Ambrogio Sparagna e del suo inseparabile organetto in Sotto le stelle del messico a trapanàr e La ragazza e la miniera (di cui ha curato l’arrangiamento nell’ultimo album). La seconda è stata ancora più inaspettata quando, dopo la chiusura del concerto con una splendida cover di Can’t help falling in love, con cui Elvis era solito chiudere i suoi concerti, invece di “lasciare l’edificio” come il re del rock, De Gregori risponde alle continue acclamazioni del pubblico che non vuole saperne di andarsene e, nonostante le luci accese in tutto il palazzetto, regala ancora due brani: Cose e Volavola, quest’ultima ancora con Ambrogio Sparagna per regalare, stavolta sì, il gran finale per un “battesimo” del tour che si preannuncia di grande successo.

Questa la scaletta:
1. Finestre rotte
2. Viva l’Italia
3. Il panorama di Betlemme
4. Caterina
5. Un guanto
6. Bellamore
7. Il canto delle sirene
8. La leva calcistica della classe ’68
9. Per le strade di Roma
10. Generale
11. Sotto le stelle del Messico a trapanàr (con Ambrogio Sparagna)
12. La ragazza e la miniera (con Ambrogio Sparagna)
13. Il futuro
14. Belle époque
15. La testa nel secchio
16. Mayday
17. Niente da capire
18. Guarda che non sono io
19. Titanic
20. Buonanotte fiorellino
21. Vai in Africa, Celestino!

22. Alice
23. La donna cannone
24. Rimmel
25. Can’t help falling in love

26. Cose
27. Volavola (con Ambrogio Sparagna)

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Andrea Giovannetti
Nato a Roma nel 1984, ma vivo a Venezia per lavoro. Musicista e cantante per passione e per diletto, completamente autodidatta, mi rilasso suonando la chitarra e la batteria. Nel tempo libero ascolto tanta musica e cerco di vedere quanti più concerti possibili, perchè sono convinto che la musica dal vivo abbia tutto un altro sapore. Mi piace viaggiare, e per dirla con le parole di Nietzsche (che dice? boh!): "Senza musica la vita sarebbe un errore".