Latin Lover. Tutte le donne del caro estinto

Le vedove, le figlie, le amanti e gli amanti del compianto cinema italiano

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Latin Lover
di Cristina Comencini
con Virna Lisi, Angela Finocchiaro, Marisa Peredes, Candela Pena, Valeria Bruni Tedeschi, Francesco Scianna
Voto 7  

Una bella dimora dai colori tenui, un po’ decadente come una vecchia signora ancora bellissima. Una dopo l’altra, qualcuno ne spalanca persiane e finestre (e alla fine le chiuderà). Entriamo in una casa, in una famiglia, nel cuore di tenebra e luce, di dolore e allegria di un gruppo di donne. Le due mogli e le cinque figlie (più qualcun’altra) di Saverio Crispo (Francesco Scianna) grande attore sullo schermo, incorreggibile seduttore nella vita. Per lui, a dieci anni dalla morte, San Vito dei Normanni, suo paese natale, ha preparato festeggiamenti. E per lui tutta la famiglia si è data appuntamento tra le stanze della vecchia villa. C’è la prima moglie Rita (Virna Lisi) e la primogenita Susanna (Angela Finocchiaro), la consorte spagnola Ramona (Marisa Paredes) e la relativa figlia Segunda ( Candela Pena ), e poi la francese Stephanie (Valeria Bruni Tedeschi) la svedese Solveig (Pihla Viitala), e l’americana Shelley (Nadeah Miranda), nate da altrettanti amori in giro per il mondo. Un festoso gineceo, crudele, nostalgico, ironico. Il tutto potrebbe prendere una deriva drammatica, da resa dei conti finale, da melodramma, se dietro la cinepresa non ci fosse Cristina Comencini che, firmando la sceneggiatura con Giulia Calenda, si diverte a mettere in scena un pò della propria vita (figlia di un grande regista, prima di 4 sorelle), il grande amore per il cinema e lo sguardo acuto di una donna che si avvicina con tenerezza e ironia a quel punto nevralgico del femminile, inspiegabile da capire razionalmente, segreto e profondo, che spinge le donne a innamorarsi dell’uomo che più le fa soffrire. Il latin lover, il seduttore, il bugiardo, il traditore, il narciso vanesio, superficiale, ah sì…ma così divertente. Come era Saverio. In sua assenza, tra rabbia, risentimento e nostalgia, tutte parlano di lui: le mogli di quella volta che…di quella donna che…di quella bugia che…di quei baci che…Le figlie, assai edipiche, di quel ricordo, segno, parola o gesto che oggi le possa ripagare della sua perenne assenza rassicurandole del suo affetto. Ma chi era Saverio? Durante la commemorazione scorrono sullo schermo, in bianco e nero e a colori, i suoi volti: ora simile a Mastroianni, Gassman, Volontè. Omaggio al cinema italiano che non esiste più, all’idea di latin lover che ogni donna della passata generazione coltivava in sé. E tutte piangono, si sciolgono di fronte a quelle immagini, dimenticano offese e umiliazioni e sarebbero pronte ancora una volta a offrirsi vittime felici di “quei baci…ah quei baci” , a inebriarsi del suo odore “uhm, il suo profumo… Eau sauvage di Dior”. Baci, profumo e fantasia (“avevo un uomo meraviglioso nella testa”, dice una di loro). Di questo si nutre/ nutriva il fragile, inafferrabile fantasma d’amore. Nella realtà l’ingestibile seduttore confidava al suo amico molto più che fraterno che le donne in fondo non le capiva, poco lo interessavano e dava loro quello che si aspettavano. Baci, profumo e fantasia. Dipendenza, nevrosi, vertigine, lacrime (“ah quanto ho pianto”, dice Rita) quello è il lato oscuro del femminile che la Comencini accenna appena sotto traccia, volgendolo in commedia dolce amara. Perché, alla fine, che cosa magnifica aver conosciuto Saverio e oggi, a un’età diversa, potersi riappacificare con una risata fra donne con tutto quell’amore. Perché, diciamolo, gli altri uomini del film fanno davvero acqua: il critico è noiosissimo, il giornalista affamato di scoop, il marito di Segunda pronto a tradirla con la sorella, il fidanzato di Susanna passivo quel che basta. Meglio aver amato Saverio e poi, poter dire come la 70enne Ramona, in modo superbo togliendosi la parrucca: “Senza capelli, senza un uomo mi sento finalmente me stessa”. La storia è finita, le persiane vengono richiuse e sulla casa volano folate di petali bianchi mentre Shelley e il fantasma di Saverio cantano “Tornerai”. A me veniva invece in mente la Nannini: “ Sangue caldo, profumo da sballo… ogni notte cambi faccia, cambi stile, cambi parole, latin lover latin lover… stai con le tue foto, stai con i tuoi trucch,i stai sull’orlo della notte…”

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Rosa Baldocci
Nata a Genova, laureata in Lingue e letteratura inglese, specializzata in Scienze dello spettacolo, ha vissuto a Londra lavorando come ricercatrice in Rai. A Milano, dove risiede da 35 anni, è stata caposervizio cinema a Sorrisi e canzoni per lungo tempo, per poi passare ai femminili: caporedattore a Tu Style e vicedirettore a F, ideato insieme a Marisa DeiMichei tre anni fa. Ha scritto libri per le scuole come Il Testo e L'immagine (Zanichelli) e Britain on Film (Loescher)