L’Equilibrista, un brano tutto emiliano.

Paolo Belli, Beppe Carletti e Marco Ligabue si sono uniti in trio scrivendo e incidendo "L'equilibrista".

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È un trio insolito che si è formato quasi per caso. Ciò che li lega, oltre all’amicizia, è l’amore per la musica e per la loro terra d’origine, l’Emilia. Paolo Belli, Beppe Carletti e Marco Ligabue hanno lanciato un singolo dal titolo L’Equilibrista – un brano che sprigiona positività e allegria, proprio come la regione entro il quale è nato. L’Equilibrista apre le braccia e va su un piede… ognuno ha il suo talento, cantano nel ritornello. È un testo che vuole spingere ognuno a continuare sulla strada giusta andando alla ricerca del talento e non fermandosi davanti agli ostacoli che tutti prima poi trovano sul proprio percorso.
“Girare il video a Correggio, la mia città, è stato un modo per avvicinarmi ancora di più alla mia terra e dargli il giusto riconoscimento” spiega Marco Ligabue. Il video è stato girato proprio nella piazza principale di Correggio e la cornice è quella da grande festa: giocolieri, banda cittadina, cheerleaders, un buon bicchiere di vino e un mazzo di carte. C’è però un doppio significato espresso con l’aiuto di attori d’eccezione che hanno partecipato al video: Marco Fantini e Beatrice Valli si sono conosciuti durante il programma Uomini e donne e il loro amore ha creato una bellissima famiglia; Nicco Matteucci è il bambino malato di tumore che ha commosso l’Italia con la sua storia, e Andrea Antonello è il ragazzo autistico che con il padre ha attraversato le Americhe, raccontando la storia in un libro diventato caso letterario. Ogni persona è equilibrista a modo suo, ognuno ha un suo talento.
“Sono molto orgoglioso di far parte di questo progetto e di condividerlo con due artisti che stimo ma soprattutto due amici, e diffondere un messaggio importante nel quale credo” commenta Paolo Belli.

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Matilde Ferrero
Vent'anni e un corso di studi a Milano. Soffro di Londonite da quando ho passato tre mesi nella capitale britannica e poi ho dovuto lasciarla. Una volta ho incontrato Paul McCartney, ma non l’ho riconosciuto.