La solita commedia – Inferno. I Soliti Idioti

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“Io sono Minosse e tu chi cazzo sei?!” È il tormentone di Minosse che non capisce più i peccatori e i peccati alle porte dell’inferno. Il film finisce qui. Poi inizia la pubblicità. Dio che fuma, beve e collassa, Gesù che fa judo e smanetta col cellulare, la Madonna che offre drink, i santi con l’aureola al neon, il diavolo sui tacchi, Sant’Ambrogio furbo che spaccia a Dio per sue idee altrui, il paradiso tutto bianco come nella nota marca di caffè, l’inferno come un dizionario non aggiornato, Dante rimandato in terra a catalogare i nuovi peccati vestito come nella pubblicità della carta igienica e dell’operatore telefonico, Virgilio uno che fa Virgilio di nome, i nuovi peccati  come un telegiornale moralistico, il traffico, gli ospedali, il bar al mattino, gli ossessi della tecnologia, le cose brutte della vita, frantumate in sketch a due, i due Soliti Idioti. È stato sdoganato da Fazio. È cinema? È ennesima tv “comica” tritata, riassemblata e marchiata “vaffanculo”?

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori