Giovanna Calvenzi, curatrice della mostra Italia Inside Out, al Palazzo della Ragione di Milano – finalmente giunto a una collocazione definitiva – è un mito della fotografia sociale e non. Negli anni ‘70 fu assistente dei fotografi Federico Patellani, Cesare Colombo e Toni Nicolini.
Membro del collettivo DonneFotoreporter, sempre negli stessi anni, fotografò e scrisse per Lotta Continua, per poi proseguire una carriera sempre in ascesa come photo editor per le più importanti case editrici.

Italia Inside Out
Inside, i fotografi italiani
fino al 21 giugno
Palazzo della Ragione Milano

Insomma, una garanzia di qualità e impegno verso il mondo dell’immagine. Anche in questa occasione, il suo contributo si rivela, come al solito, sensibile e attento, non solo verso la fotografia, ma anche verso gli autori e i protagonisti.
Una mostra che si snoda – grazie anche al felice allestimento – come un viaggio attraverso l’Italia degli ultimi sessant’anni, con spazi dedicati ai singoli autori (come scomparti di un treno immaginario), tra cui è impossibile non citare Gabriele Basilico, Gianni Berengo Gardin, Cesare Colombo, Mario Cresci, Franco Fontana, Luigi Ghirri, Ugo Mulas e molti altri (e altre).
Immagini forti, belle, molte delle quali in quel bianco e nero che un po’ si è andato perdendo in questi ultimi anni. Scatti che rimandano a un passato fatto di bambini in pantalonci corti (Nino Migliori), campagne marchigiane che sembrano incisioni (Mario Giacomelli), lande desolate con solitarie presenze umane (Federico Patellani a Matera), bambine con gli occhi stanchi e colmi di presagi per un futuro incerto (Letizia Battaglia).
Forse un po’ meno forti le immagini più recenti, meno sociali, più patinate, ma sempre di grande qualità.
La mostra è articolata in due parti: la prima, aperta dal 21 marzo al 21 giugno si chiama Inside, ed è uno sguardo “da dentro”, ovvero di come i fotografi italiani hanno rappresentato il nostro Paese. La seconda parte, Out, dal 1 luglio al 27 settembre, offrirà l’interpretazione dello stesso tema da parte di fotografi stranieri.
In attesa di sapere quale sarà lo sguardo del mondo verso il nostro Paese, consiglio di non perdervi la rappresentazione di come noi italiani guardiamo a noi stessi.

In mostra fotografie di: Marina Ballo Charmet, Olivo Barbieri, Gabriele Basilico, Letizia Battaglia, Gianni Berengo Gardin, Antonio Biasiucci, Tommaso Bonaventura, Luca Campigotto, Silvia Camporesi, Lisetta Carmi, Vincenzo Castella, Giovanni Chiaramonte, Cesare Colombo, Mario Cresci, Paola De Pietri, Pietro Donzelli, Franco Fontana, Vittore Fossati, Luigi Ghirri, Mario Giacomelli, Guido Guidi, Giovanni Hänninen, Guido Harari, Alessandro Imbriaco, Francesco Jodice, Mimmo Jodice, Martino Marangoni, Nino Migliori, Domingo Milella, Paolo Monti, Ugo Mulas, Walter Niedermayr, Federico Patellani, Franco Pinna, Francesco Radino, Riverboom, Claudio Sabatino, Marta Sarlo, Shobha, Massimo Siragusa, Toni Thorimbert, Paolo Ventura, Massimo Vitali.

CONDIVIDI
Davide Lopopolo
Diplomato al Liceo Artistico di Milano nel 1980, avrei sempre voluto fare l’artista. Ma, visto che si deve anche mangiare, mi sono inventato grafico editoriale e pioniere dei primi sistemi di impaginazione Apple, scoprendo un nuovo amore. Mi è andata bene, ho collaborato con le maggiori case editrici italiane e ora sono un art director sul libero mercato. Però il primo amore non si scorda mai, così sogno ancora di diventare un artista...