GOO.EY e Selfie Maker. Autoscatti senza mani

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Se anche voi siete stati contagiati dalla passione per i “selfie” non potete perdervi GOO.EY la pratica cover, ideata dall’omonima azienda londinese per iPhone 6 e 6 Plus che permette di attaccare i nuovi melafonini a qualsiasi superficie liscia per un utilizzo “hands free”. In Italia la porta Attiva. Grazie allo scudo di GOO.Ey si può “fissare”  l’iPhone a vetri, specchi o a superfici lucide e realizzare  autoscatti originali da prospettive insolite. La possibilita di avere le mani libere e lo smartphone vicino aiuta nelle attività preferite: sarà più comodo per chi ama cucinare  seguire il  video che fa da tutor alla preparazione di una ricetta. Anche applicazioni come Skype e FaceTime possono essere sfruttate al massimo, ovunque ci si trovi. Il segreto di Goo.ey sta  nello speciale rivestimento che la custodia protettiva in plastica rigida  ha sul retro. La speciale resina epossidica poliuretanic con adesivo 3MTM rende adesivo il retro della custodia su superfici laminate. Al tempo stesso però il retro non rimane appiccicoso a contatto con pelle, tessuti o altri tipi di superficie, e non lascia nessun residuo quando viene staccata. Inoltre, la custodia Goo.ey può essere pulita con un panno inumidito è un po’ d’acqua.

SELFIE MAKER AREA_

Sono pensati per chi ha la passione per i selfie e non vuole rinunciare ad autoscatti perfetti anche i nuovi Selfie Maker firmati AREA, brand italiano nato dall’esperienza e dal know how dello Staff di General Car, società specializzata in accessori per smartphone e tablet.

Colorati e leggeri, i nuovi Selfie Maker di AREA, permettono di scattare foto a distanza, grazie alla connessione bluetooth: basta infatti collegare lo smartphone, posizionare quest’ultimo cercando la migliore inquadratura, mettersi in posa e scattare la foto premendo il bottone presente sul Selfie Maker.

 

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Walter De Pace
Sono nato a Milano. Negli anni 80, laureato in filosofia, ho iniziato come copywriter all’Ufficio Pubblicità  di Rizzoli Libri.  Negli anni 90 ho collaborato con l’Europeo  - novità tecnologiche - e successivamente con Brava Casa, Anna, Milleidee e Max. All’inizio del nuovo secolo, addetto stampa alla start up che ha creato RCS WEB, ho continuato  a scrivere su Max,  con contributi al mitico spin off tecnologico Max 2.0 ora da collezionisti. Collaborazione proseguita in Gazzetta dello Sport.it.  Dal 2009 al 2012 ho scritto anche sul  mensile filosofico scientifico KOS. Il mio avatar l’ha  scelto mia figlia Irene, con la quale condivido l’idolatria per Bob Dylan, ma che non sopporta la mia passione per le opere di Mozart.