Lettere di uno sconosciuto. Alla Cina smemorata

Cina: un intellettuale riabilitato ritorna, ma la moglie non lo riconosce più

17
0

Lettere di uno sconosciuto
di Zhang Yimou Zhang Yimou
con Gong Li, Dao Ming Chen, Huiwen Zhang
Voto 7+

Sarà stato  più sconcertante per i censori cinesi vedere la rivoluzione culturale ridotta a una delazione per avere un ruolo nel balletto Distaccamento femminile rosso  o definita -per metafora- una colossale perdita di tempo vitale dovuta ad amnesia? Sospettiamo che, a fronte del prodotto interno lordo cinese, il problema non sussista quasi più… In fondo anche Yimou, da autore tenuto sotto controllo oggi è una colonna del cinema colto e contemporaneamente del cinema ricco e superindustrale cinese. Yimou è come questo suo film. Da mettere tra quelli intimi, più che “piccoli”, e sentimentali. Forse non tra i migliori, ma così doloroso che fa pensare che sia più politico di quanto voglia apparire.
La trama è che in piena rivoluzione culturale l’intellettuale dissidente Lu Yanshi (Chen Daoming) scappa da un campo di rieducazione: a casa l’aspetta la moglie insegnante Fen (Gong  Li), non lo vuole la figlia Dan Dan (Zhang Huiwen) cresciuta dal partito con la rabbia per il padre mai visto, criminalizzato e di ostacolo alla sua carriera di danzatrice, e gli fanno la posta i commissari politici. Lu Yanshi, denunciato dalla figlia, viene ripreso dopo una colluttazione e la moglie Fen cade e forse per il colpo, ma anche per lo shock, perde la memoria.
Poi perde la memoria la Cina e alla riabilitazione (che sembra arrivare un po’ presto: ma Yimou ha spiegato che era meglio non insistere troppo), Lu può tornare ma Fen non lo riconosce più. Il resto della loro vita sarà il progressivo, straziante riavvicinarsi di Lu a Fen (e a Dan Dan che l’ha riconosciuto) fingendosi uno sconosciuto vicino gentile che legge le migliaia di lettere che le aveva scritto e le sta accanto nell’attesa del ritorno di.. se stesso. È un melò, piace a Spielberg che forse ne farà un remake, sarebbe piaciuto al nostro Matarazzo nel dopoguerra. È quasi “schizzato” per la parte storica in cui di solito Yimou è magniloquente (ma è comprensibile) e per la struggente parte sentimentale ricorda il Wakefield di Hawthorne, con il partito al posto della follia di Wakefield, che sparì e spiò di nascosto per anni la moglie a pochi metri da casa…

CONDIVIDI
Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori