Ho ucciso Napoleone. E un po’ anche il film

Manager sedotta, bidonata e licenziata medita vendetta privata. Un po' da “cartona animata”

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Ho ucciso Napoleone
di Giorgia Farina
con Micaela Ramazzotti, Libero de Rienzo, Adriano Giannini, Elena Sofia Ricci, Iaia Forte
voto 6 meno

Anita, manager farmaceutica inviperita, ma che non ha una bella vita, rimasta incinta del capo e defraudata,  viene licenziata, e abbandonata, e disperata medita una vendetta privata. Perché facciamo la rima? Per giocare con la regista Giorgia Farina che ha scelto la linea del cartone animato per rappresentare i suoi personaggi, tutti smorfie e battute e caratteri a colpi d’accetta fino al grottesco, con Anita che sembra Crudelia DeMon. Scherzi a parte, Anita utilizzerà signore piuttosto disperate di varia estrazione che orbitano attorno a una spacciatrice di medicine in un parco pubblico, e un ex collega avvocato sottomesso che ha quasi le prove di una porcheria aziendale, per  costruire la sua diabolica vendetta. Che ricade su di lei. C’è qualcosa che non va: non è giusto dirvi di più ma il piano non ha una logica convincente, il film non tiene la linea dopata presa all’inizio, cambia registro, dalla stilizzazione comica passa a faresul serio quasi fino alla tragedia, poi si pente e torna grottesco. Chi inizia buttando nel water il pesce rosso Napoleone finisce col prendersi un pesce rosso di nome Waterloo. È il destino o una maledizione del cinema italiano?

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori