E’ uscito martedì Muoviti Svelto, il settimo album di Zibba accompagnato dai fidati Almalibre, band fondata da lui stesso nel 1998. Il singolo omonimo è in rotazione radiofonica da qualche giorno e ha già ottenuto ottimi risultati. Muoviti Svelto è nato in Spagna ed è composto da dieci tracce, è un album scritto in movimento figlio di un anno pieno di soddisfazioni. Cinque tracce vantano importanti collaborazioni: oltre a Zibba e gli Almalibre si trovano Niccolò Fabi, Omar Pedrini, Bunna, Leo Pari e Patrick Benifei.

Quando hai capito che bisogna muoversi svelti?

Soprattutto in questi anni, la nascita di mio figlio mi ha aiutato molto. Lo vedi crescere e capisci che è meglio cogliere l’attimo e agire piuttosto che aspettare. Devo dire che però questo pensiero ha sempre fatto parte di me. E’ meglio fare le cose subito e bene e anche impegnarsi a risolvere quelle che non possono andare. Perché fare le cose male o farsi del male non è mai una buona soluzione.

Farsi del male come la prima traccia del nuovo album

Esatto. Cerco sempre di esprimermi e di farmi capire evitando ogni possibile contrasto. I momenti che contano sono quelli prima e dopo i litigi: la pace che c’è prima e quella che si crea dopo, quindi è meglio spiegarsi, capirsi e risolvere le cose in tranquillità.

Muoviti Svelto è nato in viaggio

Nell’ultimo anno sarò stato a casa non più di tre giorni consecutivi. Eravamo continuamente in viaggio, l’album l’ho scritto praticamente sul pulmino spostandomi tra un posto e l’altro. Infatti all’ascolto non c’è staticità, ci sono luoghi e movimento, ho cercato di trasmettere quest’idea anche attraverso i suoni.

Come mai hai scelto la Spagna per registrarlo?

Il posto ci piaceva, abbiamo puntato anche sull’attrezzatura e siamo andati alla ricerca dei suoni che si sentono sugli album italiani degli anni ’70. Abbiamo ascoltato molta musica italiana di quel periodo durante la produzione dell’album: Lucio Dalla, Pino Daniele e il cantautorato. Volevo portare dentro l’album quel suono lì.

Tu scrivi molto anche per altri artisti, qual è la differenza con lo scrivere canzoni per te stesso? 

Quando scrivo per un artista cerco di entrare nella sua testa e di capire come la pensa, è il mio modo di lavorare. Durante la lavorazione di un testo c’è molto confronto, ci si scambia idee e può capitare di collaborare e lavorare a quattro mani, a volte si passa del tempo insieme e questo mi permette di capire ancora di più. Credo di essere riuscito particolarmente bene in questa cosa nel pezzo che ho scritto per Patty Pravo. Il brano è contenuto nel suo album previsto per l’autunno. Quella canzone Patty la sente sua, perché alla fine è sua anche se l’ho scritta io.

Il tour di Muoviti svelto parte con una formazione minimale

Partiamo con una formazione minimale e la prima parte del tour ha come location i club. Sul palco saremo solo io e Stefano per proporre una musica
leggermente diversa. Ci saranno basso e chitarra accompagnate da elettroniche e sequenze manipolate in diretta dal nostro fonico di palco.

La prima data è al Blue Note

Al Blue Note è sempre un piacere andare, l’acustica mi piace molto e anche l’atmosfera è particolare. Quindi ogni volta che ci chiamano noi andiamo più che volentieri e poi su quel palco ci suonano grandi artisti.

E come prosegue il tour?

Dopo i club faremo un tour estivo che ci porterà nella piazze e con me ci saranno gli Almalibre al completo. Poi mi piacerebbe fare un breve tour invernale magari nei teatri, mi piace cambiare. Lo stesso modello di tour ripetuto troppo a lungo annoia. Comunque a me piace molto il teatro, parte della nostra produzione è avvenuta in teatro e io ho un rapporto particolare con il teatro.

Hai anche recitato a teatro

Sì ho recitato in un musical dal titolo All’ombra dell’ultimo sole. Mi è piaciuto ma preferisco fare musica. In teatro hai meno possibilità di esprimerti, ogni sera sul palco porti solamente una parte di te stesso dentro il personaggio che interpreti. Tu sei molto il personaggio e poco te stesso. Dopo tante repliche inizia ad andarmi stretto il fatto di ripetere sempre le stesse azioni e le stesse parti, sento il bisogno di fare anche altro. Mentre con la musica ogni volta è diverso e  sei tu a 360°, hai la libertà di esprimerti come meglio credi.

Nel disco ci sono molte collaborazioni, come sono nate?

A me piace molto collaborare con gli altri artisti. Le collaborazioni nascono dagli incontri e dalla conoscenza con l’artista, come dicevo prima magari si passa del tempo insieme o ci si trova insieme ad uno stesso evento. Così per il disco ho pensato che mi sarebbe piaciuto avere il contributo, le idee e il modo di pensare dei cinque artisti che poi hanno duettato con me.

E invece con Jovanotti com’è andata?

Mi ha contattato lui mentre ero al festival di Sanremo, non siamo riusciti mai a vederci perché io ero sempre in giro e lui in America. Abbiamo avuto anche in questo caso uno scambio di idee e di opinioni cercando di parlare il più possibile via mail o messaggi. La canzone Una Scintilla, contenuta nel suo nuovo album Lorenzo2015cc, l’ha scritta praticamente lui ma ha voluto un mio contributo iniziale.

Questa la prima parte del tour:

12 aprile – Blue Note – Milano con ospiti speciali
15 aprile – Bravo Caffè – Bologna
16 aprile – Combo Club – Firenze
17 aprile – La Claque – Genova
18 aprile – Lian Club – Roma
19 aprile – Modo – Salerno
21 aprile – Teatro Pergolesi – Jesi (Ancona)
24 aprile – Raindogs House – Savona
25 aprile -Rosso di Sera – Torino
30 aprile – Aspettando il Primo Maggio – Teramo
8 maggio – Casbah – Pegognaga (Mantova)
9 maggio – Cinema Vekkio – Corneliano d’Alba (Cuneo)
10 maggio – Teatro Splendor – Odolo (Brescia)

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Matilde Ferrero
Vent'anni e un corso di studi a Milano. Soffro di Londonite da quando ho passato tre mesi nella capitale britannica e poi ho dovuto lasciarla. Una volta ho incontrato Paul McCartney, ma non l’ho riconosciuto.