Wild
di Jean-Marc Vallée
con Reese Witherspoon, Laura Dern, Thomas Sadoski, Michiel Huisman, Gaby Hoffmann
Voto 8

Wild non è un pellegrinaggio zaino in spalla su un sentiero lungo e faticoso per poi vantarsi d’averlo fatto, aver visto belle cose, aver respirato aria pulita. È l’incomprensibile decisione di una ragazza agli sgoccioli con se stessa, per niente sportiva, disastrata dalla morte della madre, dal divorzio, dall’eroina, dal sesso con chiunque, di affrontare con uno zaino (troppo carico) il Pacific Crest Trail, 1600 chilometri dalla California al Canada, passando deserti, montagne, neve, foreste, altra gente e i propri pensieri. Il titolo Wild ci dice che la ragazza è faticosa come un animale selvaggio e indica la “Wilderness”, nell’immaginario americano la parte selvaggia da sempre identificata con la frontiera da spostare e da affrontare: la paura di andare nel bosco di notte, e il bisogno inspiegabile di farlo. Poteva essere un noioso documento sul ritrovar se stessi in panorami incontaminati  o peggio ancora una noiosa ricerca di sé lungo le vene dell’America. Il fatto che la ragazza sia selvaggia in partenza ma non sa bene quanto di selvaggio l’aspetta, come affrontarlo e con quali forze, è interessante. La sua strada è una serie di tentativi (incontri, scoperte, errori, qualche soddisfazione, molta disperazione) che si intrecciano coi ricordi (di altri incontri, scoperte, errori, qualche soddisfazione, molte disperazioni) che salgono come quando si cammina a lungo e i pensieri si affacciano tra l’ossessivo e il casuale, come nella meditazione, o quando si canticchia un motivo che non ci piace ma torna e ritorna… La trovata della sceneggiatura di Nick Hornby è in questo continuo trasmutare come ai bordi del sonno tra quel che c’è, quel che affiora e quel che crediamo ci sia stato. Una serie di rivelazioni tutto sommato inutili e gassose che però cambiano la vita. Dal regista di Dallas Buyers Club, che era già un bel tour-de-force sulle cause perse. La storia viene dal libro omonimo scritto da Cheryl Strayed alla fine del viaggio.

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori