Into the Woods. Fiabe in musical postmodern

5 o 6 fiabe al prezzo di una nella versione Disney del musical di Stephen Sondheim

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Into the Woods
di Rob Marshall
con Meryl Streep, Emily Blunt, James Corden, Anna Kendrick, Chris Pine
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Into the Woods è la versione cinematografica del musical di Stephen Sondheim, rivisitazione postmoderna e freudian-qualchecosa  di alcune fiabe classiche concentrate nella storia di un fornaio e sua moglie che non possono avere figli perché  una strega -dopo una relazione col padre di lui- ha maledetto la stirpe (e si è rapita una figlia). Vogliono un baby? Devono trovare nel bosco e dare alla strega una mucca bianca, un mantello rosso, una scarpetta d’oro e qualcosa di più biondo del grano.  Fortuna che nel bosco si aggirano Jack, quello dei fagioli magici, con la sua mucca da vendere, Cappuccetto Rosso, un po’ bulimica, che va dalla nonna, Cenerentola, perplessa tra destino  regale e lavori di casa, che va di nascosto a danzare col principe, e Raperonzolo dai lunghi capelli d’oro in una torre, che flirta con un altro principe.  Ma Raperonzolo era la sorella del panettiere rapita dalla strega. A parte Johnny Depp (ereditato da Marshall dalla franchise dei Pirati dei Caraibi) che al solito fa il gigione,  cioè il lupo travestito da ruffiano (o da musicista da blaxploitation) che canta Hey, Little Girl con maliziose annotazioni sulla carne fresca, i fiori da cogliere e il colore rosso (e ululato finale da allupato), il resto è spesso ripetitivo, a volte noioso (non stiamo valutando la musica) e, a parte l’annotazione sui principi che una volta sposati riprendono a cercare distrazioni nei boschi, anche con le moglie dei fornai (ma quello ce l’aveva detto anche Shreck), forse ci è sfuggita la magia…

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori